Chiesa

Brescia. La prima memoria liturgica del beato Paolo VI

Lorenzo Rosoli sabato 26 settembre 2015
Una Messa a Brescia, nel Santuario delle Grazie, dove il novello prete Giovanni Battista Montini celebrò la sua prima Eucaristia, il 30 maggio 1920. Una Messa a Roma, nella Basilica di San Pietro, dove Montini, eletto Papa, guidò e concluse il Concilio, cinquant’anni fa. Sono le due celebrazioni principali previste in occasione della prima memoria liturgica di Paolo VI, fissata per il 26 settembre, anniversario della nascita, da papa Francesco al momento della sua beatificazione, il 19 ottobre del 2014.  La Messa alle Grazie sarà presieduta dal vescovo di Brescia Luciano Monari oggi alle 18 e vedrà la partecipazione dei fedeli di Concesio, il paese natale di Montini, attesi in pellegrinaggio all’antico santuario, caro al futuro Papa e alla sua famiglia. La Messa in Vaticano sarà lunedì alle 17: a presiederla, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, al quale la diocesi di Brescia donerà una reliquia del beato. Fra le altre iniziative: la presentazione, domani alle 16.30 al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, del volume curato da Paolo Siniscalco e Xenio Toscani, edito da Studium, Paolo VI e Chiara Lubich. La profezia di una Chiesa che si fa dialogo.  Interverranno Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari; don Angelo Maffeis, presidente del-l’Istituto Paolo VI di Concesio; il vescovo di Albano Marcello Semeraro, l’arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione cattolica; la professoressa Giulia Paola Di Nicola. Ulteriori iniziative si offrono nell’ambito della 16ª Settimana Montiniana promossa dal Comune di Concesio. Come la mostra Gesù Cristo! Nostro perenne annuncio, che fino al 17 ottobre nella Biblioteca comunale presenta una selezione di oggetti appartenuti al beato a testimonianza della sua missione ecumenica. Stasera alle 21 nella Cattedrale di Brescia padre Bartolomeo Sorge terrà una meditazione ispirata al celebre passo dell’Evangelii Nuntiandi di Paolo VI: «L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni». Fra gli eventi in programma, la consegna, l’8 ottobre, del Premio della Bontà Paolo VI a don Maurizio Patriciello «per la sua testimonianza sulla condizione di degrado nella terra dei fuochi in Campania». A un anno dalla beatificazione, intanto, non mancano i segni di novità. «Dai gruppi parrocchiali ai visitatori singoli alle associazioni, l’afflusso dei pellegrini è molto aumentato – racconta don Maffeis –. Il messaggio della beatificazione è stato raccolto. Dunque: non ci si limita alla visita ai luoghi – la casa natale e il battistero a Concesio; il Santuario delle Grazie e il Duomo a Brescia – ma sempre più spesso si chiedono momenti di formazione e approfondimento del magistero e della spiritualità di Paolo VI, a cui rispondiamo con la circolarità di proposta che si crea fra Istituto, collezione d’arte contemporanea e casa natale – che grazie alla presenza delle suore salesiane non è un museo ma un luogo di memoria viva. La gran parte dei pellegrini viene da Lombardia e Veneto, ma i visitatori vengono da tutto il mondo. Come, un paio di settimane fa, il cardinale di Mumbai, Oswald Gracias». «Sì, con i gruppi parrocchiali, che sono la parte maggiore dei pellegrini, sempre più spesso arrivano vescovi con i loro sacerdoti, dall’Italia e dall’estero, che non di rado abbinano la visita a Concesio con quella a Sotto il Monte, unendo la memoria dei due Papi del Concilio, Giovanni XXIII e Paolo VI», incalza don Pierantonio Lanzoni, vicepostulatore e delegato del vescovo di Brescia per la promozione della memoria di Paolo VI. Analoga corrispondenza si offre nella liturgia, annota don Lanzoni: «Se il breviario, oggi, attinge al discorso pronunciato da Paolo VI il 7 dicembre 1965 a conclusione del Concilio, nel giorno della memoria liturgica di san Giovanni XXIII ecco il discorso pronunciato da papa Roncalli l’11 ottobre 1962 all’apertura del Concilio». Da alcuni mesi il Santuario delle Grazie, che già custodisce la maglia insanguinata dell’attentato a Manila, ospita un’altra reliquia montiniana, dono di papa Francesco: la pianeta usata da Montini nella prima Messa, ricavata dall’abito nuziale della madre, Giuditta. Ed è proprio nell’anniversario della prima Messa, il 30 maggio, e non oggi, che Milano, dove Montini fu arcivescovo, ne celebra la memoria.