Chiesa

La storia. Maria Laura Mainetti, la suora che perdonò chi la uccideva

Enrica Lattanzi sabato 6 giugno 2020

Suor Maria Laura Mainetti

Era il 6 giugno 2000 quando la tranquilla cittadina di Chiavenna (Sondrio) fu sconvolta dalla tragica morte di suor Maria Laura Mainetti, religiosa della Congregazione delle Figlie della Croce, un punto di riferimento per la comunità e le famiglie. Il corpo fu ritrovato in una zona defilata, all’inizio del sentiero che porta verso il percorso naturalistico delle “Marmitte dei Giganti”. Uccisa, come ricostruiranno le indagini, al termine di un rituale satanico (ispirato da quella data così evocativa, il 6 del 6 del nuovo millennio), da tre ragazze all’epoca dei fatti minorenni. «Eccomi! Signore, perdonale»: questa la frase pronunciata da suor Laura mentre le giovani la colpivano. Dovevano essere 18 fendenti, 6 per ciascuna, ma nella foga i colpi furono anche di più.

Un perdono, assicurato in punto di morte, che portò il pm titolare delle indagini a chiamare il fascicolo dell’inchiesta “Raggio di luce” perché tale fu la testimonianza di suor Mainetti, più forte dell’oscurità del male. Un perdono che le giovani, che hanno tutte scontato la loro condanna, colsero come incomprensibile ma che fu anche il punto di ripartenza per la loro vita. Dopo venti anni la figura della serva di Dio suor Maria Laura Mainetti, per la quale è in corso la causa di beatificazione, è sempre più viva nella comunità di Chiavenna e nella diocesi di Como. Questa sera alle 18 nella collegiata di San Lorenzo il vescovo di Como, Oscar Cantoni, presiederà la Messa nel giorno dell’anniversario della morte. Domani, invece, alle 11 sarà la nativa comunità di Villatico di Colico (Lecco), nella chiesa di San Bernardino da Siena, a farne memoria nella liturgia eucaristica.

«Suor Maria Laura è venerata dal popolo di Dio di tutte le età – afferma il vescovo Cantoni –. Il suo sacrificio è il risultato finale di un’esistenza interamente donata, divenuta pane spezzato per la vita del mondo, come fece Gesù, suo amato sposo. Invochiamo l’aiuto di suor Maria Laura, nella certa speranza che presto la Chiesa la dichiarerà fra i beati, amici del Signore». Tante le iniziative che portano il nome di suor Mainetti: dal Centro di aiuto alla vita di Chiavenna, a varie associazioni educative. «Suor Maria Laura era una donna “in uscita” – riflettono le consorelle Figlie della Croce –. Quella sera non esitò a “uscire” per rispondere a una giovane che le chiedeva aiuto.

Era l’inganno per tenderle la trappola mortale: fu tradita e sacrificata a Satana. Ma lei seppe trasformare quella sera di tenebra in un’esperienza luminosa di fede». Il progetto di vita di suor Maria Laura era fare qualcosa di bello per gli altri. «Si è donata a piene mani a tutti, in modi diversi», sottolineano dalla Congregazione. Pochi mesi prima della sua morte scrisse: Dobbiamo essere disponibili a tutto per gli altri, sino a dare la vita come Gesù. Una sensibilità particolare suor Maria Laura l’ha sempre avuta per giovani. In uno dei suoi scritti si esprimeva così: i giovani sono poveri… Sì, perché spesso sono disorientati, sradicati, plagiati, soffocano un grido di vita inespresso... Sento l’urgenza di accompagnarli e di chiedere aiuto a Gesù, perché non hanno punti di riferimento. Sul luogo della morte di suor Maria Laura è stata posta una croce in granito che reca la scritta evangelica “Se il chicco di grano non muore, non porta frutto”. Da subito tanti si sono recati lì in preghiera e, nel marzo 2019, la sepoltura di suor Laura è stata traslata dal cimitero a una delle cappelle laterali della Collegiata di San Lorenzo. Sulla balaustra è posto un diario dove si possono lasciare preghiere o riflessioni. In un anno sono state raccolte 1500 frasi, scritte in tutte le lingue del mondo da bambini, nonni, gruppi di ragazzi, genitori, oratori, scuole, cori, comunità.