Chiesa

TESTIMONIANZA. Ma i casi di autentica «possessione» restano pochi

Alessandra Turrisi venerdì 25 febbraio 2011
Per una donna cinquantenne ci sono voluti dieci anni di esorcismi, preghiere di liberazione, sofferenze terribili nel corpo. Quest’anno ha celebrato i suoi 25 anni di matrimonio senza scappare davanti al crocifisso, riuscendo a ricevere la Comunione e manifestando tranquillità con i suoi cari. Per una ragazza di vent’anni, invece, sono bastati otto esorcismi: all’inizio più persone dovevano tenerla ferma, ma le bestemmie e gli sputi non riuscivano a frenarli. Adesso la giovane va alla preghiera con i suoi piedi, prova gioia e il suo viso è diventato luminoso. Per un’altra donna di 35 anni, ancora in cura, l’unico sollievo dalle continue vessazione del Maligno è derivato da un perentorio ordine dell’esorcista: «In nome di Gesù, domani non devi disturbarla».È sorprendente cosa può succedere a chi viene posseduto dal demonio, ma non sempre è semplice riuscire a discernere una vera presenza del Maligno. I primi a non voler vedere il diavolo ovunque sono proprio gli esorcisti, «sono meno del 2% i casi veri» dicono e lo dimostrano rivolgendosi a medici esperti per essere aiutati. Fra’ Benigno Palilla ha costituito un’équipe nel centro diagnostico psico-spirituale nella diocesi di Monreale, con due medici, uno psicopatologo forense, una pedagogista e una psicologa. Insieme hanno affrontato una decina di casi difficili e in otto di questi anche i medici hanno dovuto ammettere che si trattava di possessione. «Quando non ci vedo chiaro, convoco l’équipe e insieme affrontiamo il caso – racconta –. Incontriamo la persona, ciascuno fa le proprie domande mirate e tutti partecipiamo al rito dell’esorcismo. Perché è fondamentale che anche psichiatri e psicologi vedano le reazioni che avvengono durante l’esorcismo, a volte sono proprio quelle che fanno propendere per un’ipotesi piuttosto che per un’altra. Poi la persona va via e noi decidiamo quale terapia avviare». E così, per esempio tre sorelle che sembravano vessate dal diavolo, in realtà si suggestionavano vicendevolmente, quindi la strategia migliore era quella di farle vivere separate per un po’.Monsignor Sante Babolin, a Padova, in quattro anni ha ascoltato 593 persone e ne ha inviato 91 dallo psichiatra, «di cui più di venti hanno raggiunto una completa guarigione – dice –. Il popolo di Dio ha bisogno di questo servizio, l’alternativa è data dai maghi, dai guaritori. Lo strumento principale è la Parola di Dio, che illumina le menti, risana i cuori spezzati e, talvolta, guarisce anche da infermità psichiche e fisiche».