Chiesa

Francesco in Terra Santa. Le speranze e la vigilia dei cristiani di Palestina

Mimmo Muolo sabato 24 maggio 2014
Le immagini dell’arrivo del Papa ad Amman sono rimbalzate anche a Betlemme, dove ormai quasi tutto è pronto per la Messa che il Papa celebrerà domenica sulla piazza della Mangiatoia, antistante la Basilica della Natività. Sono attese 10mila persone, ma tra la popolazione c’è un certo malcontento perché in 50mila avrebbero voluto assistere alla liturgia. Tuttavia non c’è spazio per tutti e i biglietti sono stati distribuiti da tempo. I “privilegiati” però devono arrivare con quattro o cinque ore di anticipo, a causa dei controlli di sicurezza (la Messa inizierà alle 11,00 ora locale) e non sarà facile restare sotto il sole tanto tempo. Ma per vedere il Papa in tanti sono disposti a fare qualsiasi sacrificio. Tra loro anche 690 persone della Striscia di Gaza, che hanno ottenuto il permesso di uscire dal territorio. Non tutti però ne usufruiranno perché le autorità israeliane, affermano fonti del Patriarcato Latino di Gerusalemme, hanno dato i visti ai genitori e non ai figli o viceversa. E così soprattutto chi ha bambini piccoli e non sa chi lasciarli dovrà dolorosamente rinunciare. I problemi causati dai “singhiozzi” del processo di pace che non accenna a sbloccarsi saranno raccontati comunque al Papa dai 20 laici che domenica pranzeranno con lui nella Casa Nova dei francescani attigua alla Basilica. Sono stati scelti in rappresentanza delle diverse zone dei Territori Palestinesi, compresa la valle di Cremisan, dove 58 famiglie cristiane rischiano di perdere tutto a causa di nuovi insediamenti dei coloni israeliani. Intanto in mattinata, a Betlemme, sono continuati i preparativi, mentre il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I visitava la Basilica, fermandosi in preghiera con il suo seguito. Sulla piazza i lavori di allestimento del palco papale sono proseguiti per molte ore. Il palco reca in cima la stella a quattordici punte della Natività e sul fondale c’è un grande dipinto raffigura Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI (i Papi che hanno visitato la Terra Santa prima di Francesco), davanti alla mangiatoia, in atto di offrire doni al Bambino Gesù, alla stregua dei Magi. A lato del palco, sulla facciata di un palazzo, c’è un dipinto di Caravaggio con l’incredulità di Tommaso. Solo che la mano dell’Apostolo è stata sostituita da quella di un soldato. "Ogni giorno – spiega padre Gabriel Romanelli Sivori, docente di teologia nel seminario del Patriarcato Latino – la nostra gente tocca con mano le piaghe del Signore, nei tanti problemi che deve affrontare. Preghiamo che anche con l’aiuto del Santo Padre ci sia finalmente una svolta".