Chiesa

Concorso Cei. Le firme dell'8xmille, mano tesa agli ultimi

Laura Delsere venerdì 10 luglio 2015
Otto progetti parrocchiali finanziati e un premio del pubblico. È arrivata la proclamazione dei vincitori per la quinta edizione del concorso della Cei I feel Cud, che sensibilizza le comunità a farsi partecipi del sostegno economico alla Chiesa con l’8xmille. L’intento dell’iniziativa è ideare progetti di utilità sociale che migliorino la vita delle parrocchie e organizzare raccolte di schede allegate al modello Cu (ex Cud), in busta chiusa, tra coloro che sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione dei redditi perché le firme possano far crescere opere sul territorio. I vincitori sono stati scelti dalla giuria del Servizio promozione della Cei.Prima classificata, quale migliore proposta di intervento sociale, corredata dalla raccolta dei modelli Cu (ex Cud), è stata la parrocchia di San Francesco di Paola a Scafati (in provincia di Salerno e in diocesi di Nola) per il suo piano di prima accoglienza “La Casa di Francesco. Dove mangiare, dormire, lavarsi”. Ottiene un contributo di 15 mila euro, a fronte di 1.256 Cu raccolti. «Davanti all’emergenza sociale di senza fissa dimora italiani e stranieri – spiegano i venticinque volontari del gruppo Emmaus e il parroco don Peppino De Luca – abbiamo chiesto fondi per una struttura dove lavarsi, vestirsi, riposarsi, nutrirsi, essere accolti e ascoltati. Specie perché nei Comuni limitrofi non c’è nulla di simile ». I fondi Cei serviranno a ristrutturare i locali parrocchiali per creare un dormitorio, una mensa e una sala per le visite mediche. «I senza fissa dimora vivono accanto a noi ma non li vediamo. In troppi sono infastiditi dall’odore – affermano i promotori –. Molti si chiedono che cosa mangiano. Vestono i nostri abiti smessi e vivono in auto malandate, in case e quartieri degradati. Non possiamo continuare a far finta di niente. La loro presenza ci obbliga alla responsabilità. Il nostro non è solo un laboratorio di idee, ma una chiamata all’impegno di tutte le donne e gli uomini di buona volontà». L’alto valore sociale e pastorale è leit motiv dei premiati 2015. Come la parrocchia di Maria Santissima del Buon Rimedio di Napoli con il progetto “Il buon rimedio”, secondo classificato (con 842 Cu raccolti) che si vede riconoscere 10 mila euro. Al centro un “super oratorio” per il quartiere di Scampia, periferia di troppe giovani vite scartate, per dirla con papa Francesco. Il progetto prevede doposcuola e percorsi artistici, una biblioteca, un laboratorio informatico e una sala teatro con le poltroncine, il rifacimento del campetto per le attività sportive, la sala musica e corsi di ceramica. «Nel segno della qualità e dell’accessibilità », spiega il gruppo guidato dal parroco don Alessandro Gargiulo. Sono proporte essenziali a Scampia dove – aggiungono gli ideatori – «chi non ha alcuna opportunità è certo di restare senza opportunità». Terzo posto per la Cattedrale di Bari con il progetto “Orchestra del borgo antico di Bari” che ha assemblato 457 Cu e che riceverà 8 mila euro. Le sfide di don Franco Lanzolla, parroco della Cattedrale di Bari, nel cuore della città vecchia, non sono dissimili a quelle di Scampia. Con il progetto di don Antonio Parisi e dei suoi collaboratori, conquista fondi per un’orchestra di ragazzi a rischio devianza, sul modello degli ensemble musicali di José Antonio Abreu in Venezuela che hanno dato formazione, dirittura di vita e talora un futuro professionale ai giovanissimi delle periferie dimenticate.  «Se il nostro bando nazionale ha raggiunto comunità capaci di costruire alla luce del Vangelo valide alternative per famiglie in difficoltà, giovani e anziani, in contesti di povertà e disoccupazione – sottolinea Matteo Calabresi, responsabile del Servizio promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa, che ha promosso il concorso – siamo riusciti nel nostro intento». Appuntamento a marzo del prossimo anno sul web (www.ifeedlcud.it) per le parrocchie che vorranno partecipare all’edizione 2016.