Chiesa

Patroni di Napoli. Le catacombe riaccolgono Agrippino e Gennaro

Rosanna Borzillo mercoledì 20 novembre 2019

A 50 anni dalla riapertura delle catacombe di san Gennaro, a Napoli, il rione Sanità può pregare nuovamente sulle reliquie dei santi Agrippino e Gennaro, che sabato scorso durante la Messa presieduta dal vescovo ausiliare di Napoli Lucio Lemmo, ritornano nel luogo della loro sepoltura

A 50 anni dalla riapertura delle catacombe di san Gennaro, a Napoli, il rione Sanità può pregare nuovamente sulle reliquie dei santi Agrippino e Gennaro, che sabato scorso durante la Messa presieduta dal vescovo ausiliare di Napoli Lucio Lemmo, ritornano nel luogo della loro sepoltura. Si tratta della più antica aula di culto, nel vestibolo inferiore delle catacombe di san Gennaro.

Il reliquiario contenente i resti mortali del primo patrono di Napoli e sesto vescovo della città Agrippino e del vescovo di Benevento Gennaro, precedentemente conservato nella Cattedrale di Napoli, è stato deposto al di sopra della tomba dedicata a sant’Agrippino, che reca al centro la cosiddetta fenestella confessionis, attraverso la quale si potrà nuovamente toccarlo per chiedere grazie. Oltre ai fedeli del rione Sanità, con i parroci don Antonio Loffredo e don Giuseppe Rinaldi, c’erano oltre duemila fedeli provenienti dalle parrocchie di Arzano e di Maria Santissima delle Grazie al Purgatorio, comunità particolarmente devote a sant’Agrippino, da tutti ricordato come il difensore dei poveri della città da ogni abuso commesso e per questo molto venerato a Napoli. «Fu il cardinale Corrado Ursi – ricorda Lemmo nell’omelia – 50 anni fa a compiere questo stesso gesto: investendo in maniera profetica sul rione Sanità ed avviando un percorso di recupero del quartiere, riaprendo le catacombe e restituendole alla Chiesa locale». Oggi spetta a don Loffredo con i suoi giovani proseguire il cammino tracciato, fedele all’invito dell’arcivescovo del tempo «cambiare la storia della Sanità in santità».

Così come hanno indicato i vescovi successori Michele Giordano e Crescenzio Sepe, in continuità con la stessa visione pastorale che affidava le catacombe e le Basiliche ai giovani del rione Sanità. Concorda e rilancia l’arcivescovo emerito di Campobasso, Armando Dini, presente all’epoca dell’apertura delle catacombe e intervenuto alla celebrazione. «Parte dei resti mortali dei due vescovi santi rendono le catacombe luogo di preghiera e di venerazione: chiediamo loro di darci la forza per seguirne l’esempio ». Dal 24 al 26 novembre, ci sarà a Napoli un convegno per riflettere sui 50 anni dell’apertura delle catacombe di San Gennaro e spunto per ritornare sulle altre esperienze virtuose della città, tra cui i 10 anni di attività della cooperativa “La Paranza”, formata dai giovani che vivono, lavorano e operano per il riscatto del rione Sanità.