Chiesa

La volontaria. «La mia ultima Gmg. La prima, a 17 anni, mi ha cambiato la vita»

Davide Imeneo, Lisbona lunedì 7 agosto 2023

Maria Fedele, 35 anni

«La mia vita è la dimostrazione che partecipare ad una Gmg può cambiarti per sempre». Festeggia oggi 35 anni a Lisbona, dopo aver concluso il suo servizio di volontaria come Social Media Manager dei profili italiani della Gmg portoghese. Maria Fedele è alla quinta Giornata mondiale della gioventù, la quarta come volontaria: da due anni appartiene alla arcidiocesi di Torino, ma è nata e cresciuta a Bagnara Calabra, grazie alla parrocchia Santa Maria e i dodici apostoli ha iniziato a partecipare alla sua prima Gmg. «Tutto è iniziato a Colonia... avevo 17 anni, attraversavo un periodo di aridità spirituale e di rifiuto della Chiesa, mi ero allontanata dalla vita parrocchiale e non pregavo più». Ma, durante una catechesi del cardinale Ruini, «mi sono sentita accolta in modo nuovo perché il cardinale ascoltava le mie domande su divorzio, convivenza, aborto e finalmente io trovavo una risposta mia, che non fosse un semplice diniego».

Quella Catechesi è stata la svolta della vita di Maria, che ha scoperto il vero volto della Chiesa. Una madre che accoglie, aiuta e accompagna: «per questo ho intrapreso l'esperienza del volontariato alle Gmg... perché mi aiuta a sentirmi parte di una comunità che aiuta il prossimo. Ed anche in Parrocchia ho cercato sempre di dare il meglio, coadiuvando il mio parroco e impegnandomi in Ac». Così, dopo Colonia, Maria attende la sua T-Shirt di servizio...le colleziona nella sua camera, a perenne memoria di un'esperienza iniziata in modo inatteso. Ma ci tiene a precisare «scrivi che sono diventata volontaria per Provvidenza...perché a Colonia ho imparato che il caso non esiste».

La Gmg di Madrid, poi, è stata quella della svolta interiore: il cammino spirituale di Maria ha assunto un’altra velocità. Tutto è iniziato grazie ad una confessione con il cardinale Bagnasco, al termine della quale Maria ha scelto di affidarsi ad un padre spirituale. «Fu Bagnasco a suggerirmelo perché aveva capito che la mia vita aveva bisogno di un accompagnamento che mi sostenesse nella fede: “glielo chiedo per obbedienza, scelga un padre spirituale” mi disse l’allora presidente della Cei». Così avvenne, da allora Maria non ha mai rinunciato al dono di un “fratello maggiore” che aiuta a interpretare i segni che il Signore pone lungo la strada.

A Rio de Janeiro, nel 2013, la giovane calabrese ha compreso quale fosse la sua vocazione: «A Copacabana, durante la veglia, ho deciso definitamente di dedicare la mia vita all’inclusione sociale e alle povertà, tutt’oggi questo è anche il mio lavoro». Maria ricorda la Gmg di Rio come «il momento delle domande fondamentali che hanno trovato risposte fondamentali», proprio in Brasile la volontaria ha gettato le fondamenta della sua vita relazionale. «Tornai carica – racconta la volontaria - ma in realtà la frase del Papa "Abbiate il coraggio di essere felici" mi mise molto in crisi e da lì ho iniziato una fase di riflessione personale dove iniziai a lavoricchiare e decisi di svolgere il servizio civile in Caritas, l’ho vissuto come tempo di ascolto».

L’aspetto professionale, invece, ha trovato il suo momento saliente nella Gmg di Cracovia: «al termine di un lungo percorso di discernimento, durante la Gmg di Cracovia ho deciso definitivamente di riprendere gli studi che avevo messo da parte e di dare corpo ad un’idea condivisa con i miei familiari: dare avvio ad un’azienda di famiglia». Furono proprio le parole di papa Francesco ad illuminare le scelte di Maria: «quando, alla fine della veglia, il Papa disse “il Signore benedica i vostri sogni”, mi sono sentita chiamata in causa, ho capito che avevo alcuni sogni messi da parte… dovevo recuperarli e concretizzarli». Così è stato…in autunno Maria conseguirà la laurea e la sua azienda di famiglia prosegue il suo percorso… nella sede spicca ancora l’immagine della Madonna di Czestochowa, quasi un memoriale di quella Gmg vissuta in Polonia, dove tutto è nato.

La Gmg di Lisbona «è l’ultima, racconta Maria, perché una delle cose belle della giovinezza è che è un tempo limitato», oggi compie 35 anni e li festeggia a conclusione di una Gmg e del suo servizio per quella che lei stessa definisce la Gmg di «lode e ringraziamento perché corona la mia giovinezza, fatta di tante cose cadute e rialzate, inquietudini e sofferenze ma anche tante gioie e tanta Grazia che ha sovrabbondato con l'aiuto di Dio». Il percorso delle Giornate mondiali della gioventù sono state «un tempo bello dove ho potuto ricercare la mia vera identità per conoscere la vera Gioia e sapermi amata da Dio e vivere ogni giorno questa relazione sempre affidata e che mi lascia percepire il gusto buono di Dio nel quotidiano».

Oggi, oltre all’attività di case manager e di giornalista, Maria si occupa di comunicazione e divulgazione e sarà psicologa «per abbracciare la sofferenza con scienza, e tutto questo è stato possibile perché nel mio percorso - anche durante le Gmg - ho riletto sempre quelli che erano i talenti specifici che il Signore mi ha donato!». C’è una frase che le è rimasta impressa e che ha segnato tutta la sua esistenza: «"Toma lo que Dios te da y da lo que Dios te pide", prendi quello che il Signore ti dà e dona quello che il Signore ti chiede» è il motivo che Maria ha ritrovato nel suo percorso. Una testimonianza e una consegna ai tanti giovani che si interrogano sul loro futuro.

Il video dell'intervista a Maria Fedele