Chiesa

La storia. «In missione fra i più poveri del Perù. Prima con mia moglie. Poi da prete»

Riccardo Bigi sabato 15 luglio 2023

Padre Armando Zappa accompagna all'altare la figlia Anna prima di vestirsi da sacerdote per sposarla

Prima, in giacca e cravatta, emozionato come ogni padre nel giorno del matrimonio della figlia, l’ha accompagnata all’altare prendendola sottobraccio. Poi è andato in sacrestia, ha vestito i paramenti sacri ed è tornato a celebrare Messa. È una storia particolare quella di padre Armando Zappa, missionario in Perù, che nei giorni scorsi è tornato a Prato per sposare sua figlia Anna.

Padre Armando, oggi, ha 68 anni: trent’anni fa partì insieme alla moglie Marta per l’America Latina – destinazione Bolivia – con l’Operazione Mato Grosso, il movimento fondato dal salesiano padre Ugo de Censi per aiutare i più bisogni dell’America Latina attraverso campi di lavoro e impegno dei giovani. L’associazione ha molti gruppi attivi in Toscana, e in particolare proprio nel territorio pratese.

Un anno dopo la partenza, la nascita della figlia Anna. La famiglia proseguì la propria vita in missione, fino a che Marta non si ammalò gravemente. Tornata a Prato per curarsi, morì nel 2013 all’età di 58 anni. Armando, rimasto vedovo, continuava a sentire il bisogno di donarsi agli altri. Fu padre Ugo a spiazzarlo con una proposta molto impegnativa: diventare sacerdote e aprire una nuova missione a Chimbote, in Perù, in una baraccopoli poverissima dove vivono gli ultimi fra gli ultimi, in piccole case fatte di stuoie e compensato, l’una attaccata all’altra. La parrocchia ancora non c’era, come non c’era l’acquedotto, né le fogne.

La notizia della nuova partenza e della scelta del sacerdozio fu un colpo per la figlia Anna, all’epoca ventenne, che voleva restare in Italia. A raccontarlo, intervistato dal settimanale Toscana Oggi, è lo stesso padre Armando: «Soffriva e non lo nascondeva, anche se non mi ha mai fatto pesare queste scelte». « Non sei più mio, adesso ti devo dividere con tante altre persone», gli diceva la figlia.

La scuola, costruita all'interno di un orfanatrofio, a Chimbote, in Perù - Siciliani

Nel 2016, a 61 anni, è arrivata l’ordinazione sacerdotale a Lima e poi, subito dopo, il viaggio per Chimbote. Col tempo, però, il legame tra padre e figlia non si è spezzato, anzi è divenuto più forte, «capisce che l’amore per lei c’è ed è unico», sottolinea il sacerdote. In sette anni di ministero sacerdotale padre Armando ha costruito sei asili, che ospitano quattrocento bambini, e una scuola corrispondente alle nostre elementari e medie: «Qui i minori passano molte ore al giorno da soli e sono esposti a tutti i pericoli della vita di strada, averli a scuola, dare loro un’educazione o semplicemente un pasto, è un servizio importante», racconta.

Si occupa di due parrocchie per un totale di settantamila abitanti. Il cuore della missione è la casa “Mamma mia”, dove, tra le varie opere, c’è una mensa dei poveri che ogni giorno dà da mangiare gratuitamente a circa settecento persone. Il sacerdote non è solo: la missione è sostenuta economicamente dal lavoro svolto in Italia dai gruppi dell’Operazione Mato Grosso che raccolgono fondi attraverso vari servizi, fra cui il catering per eventi e cerimonie o la gestione di alcuni rifugi di montagna.

A Chimbote poi (come nelle altre missioni dell’associazione sparse tra Perù, Brasile, Bolivia, Ecuador) arrivano a rotazione molti volontari, uomini e donne, spesso giovani, che scelgono di vivere per alcuni mesi un’esperienza missionaria. In questi anni non sono mancate a padre Armando le occasioni per tornare in Italia: ma nessuna così bella e importante come quella per il matrimonio di Anna. « È stato un momento molto emozionante – confida –. Ho avuto modo di portare mia figlia all’altare da papà e poi l’ho sposata da sacerdote. Per me è anche la fine di un percorso ».