Chiesa

Il gesto. Il Papa telefona ai ragazzi di Verona

Redazione Catholica lunedì 25 settembre 2023

Un'immagine del meeting degli adolescenti di Verona

È stato il messaggio di papa Francesco a coronare il 50° Meeting degli adolescenti. Domenica scorsa Il Pontefice si è fatto presente ai quasi 3800 partecipanti al raduno giovanile organizzato dal Centro di pastorale adolescenti e giovanile (Cpag) della diocesi di Verona con una telefonata al vescovo Domenico Pompili.
«Stamattina – ha raccontato lo stesso monsignor Pompili – ho avuto modo di sentire il Papa, appena tornato da Marsiglia, e raccontandogli di questo nostro incontro ho chiesto se ci fosse un messaggio che potevo recapitarvi». «Di’ loro che facciano chiasso» è stata la risposta del Pontefice, che ha chiesto anche di porre l’attenzione al tema delle migrazioni, vista la concomitanza con la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. «Papa Francesco – ha aggiunto il vescovo di Verona – mi ha suggerito: “Di’ alle ragazze e ai ragazzi che questo è un problema epocale che va affrontato con grande rigore, facendo in modo che si scelgano quelli che possono essere accolti, ma con l’attenzione che nessuno venga cacciato e rispedito nei lager da cui proviene tutta questa povera gente”».

Il vescovo Pompili (con il microfono) con alcuni protagonisti dell'incontro tra cui il sindaco Tommasi - Dalla diocesi di Verona



Domenica erano 3785 i ragazzi riuniti al Pala Agsm Aim di Veroma. Tra loro 2663 erano i ragazzi dai 14 ai 18 anni provenienti dalla provincia scaligera e dalla sponda bresciana del Lago di Garda, 552 gli animatori, 250 gli organizzatori volontari e 320 i “vecchi” volontari, invitati appositamente per il cinquantenario dell’evento. Tra gli ospiti anche il sindaco di Verona Damiano Tommasi e il consigliere Francesco Fasoli, in passato volontario del Meeting.
Titolo della giornata e tema annuale è stato: “Guardami” che richiama l’impegno a riflettere sullo sguardo, che può essere giudicante oppure salvifico, se frutto di un amore. Nel corso della mattinata sono state presentate diverse testimonianze di chi grazie ad uno sguardo d’amore ricevuto è riuscito a cambiare la propria vita. Tra queste anche i racconti di ragazzi ed educatori dell’Ospedale di Santa Giuliana, centro di riferimento regionale per il disturbo psicologico e psichico in adolescenza.
Nell’omelia della Messa poi monsignor Pompili ha messo in guardia i presenti: «Il nostro sguardo è spesso segnato dall’invidia, un vedere contro, un vedere male, uno sguardo segnato dalla contrapposizione all’altro» alimentato anche dai social network e che conduce «alla depressione, alla tristezza, alla paura». «Vi auguro dunque di imparare a vedere, e non ad invidiare» ha rimarcato il vescovo di Verona, «perché vedere è ciò che vi consente di aprirvi alla vita, alla sua bellezza, alla sua gratuità, alla sua libertà».
A concludere i lavori, la riflessione di don Matteo Malosto, direttore del Cpag: «La Chiesa e, da 50 anni anche il Meeting, esistono per portare agli adolescenti il messaggio di Dio che cioè nessuno di loro è sbagliato o è un problema, ma che invece ciascuno è, a suo modo, la cosa più bella del mondo, qualcuno per cui vale la pena morire, come ha fatto Gesù in croce».