Chiesa

IL FATTO. False accuse radicali alla diocesi di Ferrara

Stefano Andrini sabato 18 febbraio 2012
​«Mea culpa» del Comune di Ferrara e pubbliche scuse alla Chiesa estense per il video girato dai radicali e pubblicato nel sito del Corriere della Sera che accusa l’arcidiocesi, in maniera falsa e tendenziosa, di non pagare l’Ici su alcuni immobili di sua proprietà. Tutto è nato da un errore dell’amministrazione, confessa, in una conferenza stampa convocata in tutta fretta, il sindaco Tiziano Tagliani. Che si toglie contemporaneamente anche qualche sassolino. «Dietro questa vicenda c’è anche tanta politica». Lasciando intendere che l’operazione dei radicali è stata fortemente strumentale. Detto questo, il sindaco non fa sconti alla sua squadra. E ricostruisce come sono andate in realtà le cose: «La richiesta dei radicali è arrivata in dicembre. E noi abbiamo risposto dichiarando che gli immobili richiesti erano esenti da Ici». Questa, insiste il sindaco, è stata una dichiarazione non corretta, «perché la richiesta del partito radicale non era legata ai soggetti proprietari ma solo agli immobili. È stata data una risposta non solo superficiale ma anche errata, perché sono stati inseriti nell’elenco degli esenti anche alcuni immobili per i quali l’arcidiocesi e il Seminario l’Ici la pagano. Eccome». Il sindaco snocciola alcuni numeri che smentiscono clamorosamente il video. Il Seminario ha versato nelle casse comunali oltre 23 mila euro pagandone circa 10 mila per l’immobile di via Madama, il complesso dei Gesuati che invece, secondo il video, sarebbe stato esente. Stesso discorso per il Cenacolo, di proprietà dell’arcidiocesi, che paga "solo" 1.093 euro in quanto gode del beneficio di immobile storico. Un altro errore macroscopico riguarda un altro immobile del Seminario, questo sì esente, ma per le finalità istituzionali in quanto ospita le scuole medie e la scuola di teologia. Non è il solo errore, ovviamente. Perché c’è stata da parte dell’amministrazione anche una certa leggerezza nel rendere di dominio pubblico dati che attengono invece al rapporto tra privati e amministrazione. Per tutto questo, insiste il sindaco, «chiediamo scusa, perché la nostra errata comunicazione ha indotto gli autori del video a raccontare cose non vere. E in forza di ciò chiediamo a loro, ai radicali ma anche all’editore che lo ha messo in rete, di ritirarlo per non perpetuare l’ingiustificata accusa nei confronti della Chiesa di Ferrara, con relativo e inaccettabile danno di immagine». Di qui l’urgenza del Comune, pronto a difendersi se ci saranno azione di rivalsa, di ristabilire comunque la verità. Rincara la dose l’assessore al bilancio Luigi Marattin a proposito dell’ufficio che ha commesso l’errore: «I lavoratori pubblici – spiega – sono una risorsa. Ma deve finire la sostanziale irresponsabilità per gli errori commessi». L’ultima parola è del sindaco: «La conferma che c’è anche una manovra politica è che nessuno parla degli oneri di manutenzione straordinaria per la cattedrale di cui la diocesi si fa carico. Questa presa di responsabilità della Chiesa nei confronti di un patrimonio che appartiene a tutta la città deve essere invece sottolineata con forza».