Chiesa

LA FEDE GIOVANE. Il cardinale Rouco Varela: «La Gmg, miracolo che si ripete»

Matteo Liut mercoledì 24 agosto 2011
Una grande festa della fede, della gioia e di Chiesa: il cardinale Antonio Maria Rouco Varela, arcivescovo di Madrid, riassume in poche semplici parole il significato della 26ª Gmg, conclusasi domenica scorsa con la Messa presieduta da Benedetto XVI a Cuatro Vientos alla presenza di due milioni di persone. Parole pronunciate con entusiasmo e commozione dal porporato: «Un miracolo che si ripete: questo sono le Gmg, questo è stata anche questa edizione», ha detto all’inizio del suo intervento ieri mattina durante l’ultima conferenza stampa alla sede centrale del Comitato organizzatore di Madrid. Una lode particolare da parte del cardinale è andata ai pellegrini di tutto il mondo per «la disponibilità, la gentilezza e lo spirito di servizio», che li ha contraddistinti. E un grazie è stato rivolto ai ragazzi anche da parte di Yago de la Cierva, direttore esecutivo della Gmg di Madrid: «Sono stati per tutti un esempio di civiltà e hanno dimostrato una speciale capacità di sopportare il caldo». De la Cierva, poi, si è scusato per i disguidi e i disservizi dell’organizzazione: «Il bilancio è di certo positivo – ha detto – ma una piccola percentuale di cose non è andato per il verso giusto. Ce ne scusiamo con tutti, perché, anche se meno dell’uno per cento dei pellegrini ha dovuto fare i conti con problemi logistici, questi intoppi hanno riguardato delle persone e creato disagi».«A Cuatro Vientos – ha proseguito Rouco Varela – abbiamo assistito all’espressione concreta del termine "comunione", dimostrando che la Chiesa non è un’associazione ma una realtà riunita attorno a una persona, Cristo, e guidata dalla fede, dalla speranza, dalla carità, oltre che dalla promessa di una vita piena». Il mandato ai giovani - ha aggiunto il porporato - è proprio quello di portare a tutti questo messaggio: «La Gmg ha dimostrato che la santità non appartiene solo a persone che vivono sulla luna, in assenza di emozioni, votate alla rinuncia, ma è l’espressione della volontà di portare a tutti l’amore di Cristo». D’altra parte già lo stile dei giovani della Gmg durante questi giorni passati a Madrid è stato una testimonianza per l’intera società: «Hanno vissuto tutto con estrema disponibilità e hanno capito che la testimonianza cristiana è spirito di servizio, è capacità di non rispondere agli insulti con insulti, è risorsa per costruire la società attraverso numerosi ambiti, incluse l’arte e la cultura». Nella sua visita, ha aggiunto il porporato, il Papa «si è comportato come un padre. Si è rallegrato per la calda accoglienza per le strade di Madrid. Ha voluto incontrare tutti, compresi gli autisti del corteo papale e gli addetti del servizio d’ordine; ha accettato di lasciare che la sua auto andasse il più piano possibile per farsi vedere da più persone». Non solo, ha aggiunto de la Cierva: «Un segno eccezionale della sua disponibilità è stato l’incontro con un bambino malato di tumore alle ossa. La famiglia era stata notata per le vie della città da alcuni volontari che hanno suggerito ai genitori di presentarsi in nunziatura. Così hanno fatto e il Papa ha accettato di incontrarli». Benedetto XVI, ha proseguito Rouco Varela, «ha vissuto con emozione intensa tutte le celebrazioni, in particolare la veglia del sabato sera, anche con i suoi momenti difficili, e la Messa della domenica. Ha elogiato il coro e l’orchestra e ha apprezzato gli intensi momenti di silenzio e meditazione».Al termine dell’incontro di ieri i giornalisti hanno incalzato il cardinale, chiedendogli quale fosse la migliore Gmg: «Non c’è uno scudetto – ha detto Rouco Varela ironicamente – e non saprei confrontarle, ma posso di certo tornare a quella di Santiago del 1989, che ho vissuto in prima persona. Allora ci trovavamo all’inizio di un cammino e non c’era il coinvolgimento che c’è oggi. Mentre la Giornata di Madrid 2011 ha confermato che questo appuntamento appartiene ormai a pieno titolo al cammino dell’evangelizzazione per la Chiesa dei giovani».