Chiesa

Roma. Fedeli da tutta Italia per l'addio a padre Amorth

Roberto I. Zanini lunedì 19 settembre 2016
Una grande folla per l’ultimo saluto a don Gabriele Amorth, l'esorcista morto sabato sera a Roma a 91 anni. I funerali si sono tenuti nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo. A celebrare il vescovo ausiliare monsignor Paolo Lojudice e il superiore generale della Società San Paolo (al quale don Amorth apparteneva) don Valdir José De Castro. Con loro un centinaio di sacerdoti, fra i quali numerosi esorcisti col presidente della loro associazione internazionale padre Francesco Baamonte. Almeno 1500 persone hanno seguito il rito, molte non entrando in chiesa sono rimaste sul sagrato. Almeno un migliaio anche quelle che per l’intera domenica e tutta la mattina di lunedì sono sfilate davanti alla salma esposta nella cripta al di sotto della chiesa, accanto alla sepoltura del beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo.

Persone provenienti da tutta Italia e non solo, fra le quali tante quelle che avevano avuto da padre Gabriele conforto e aiuto nella malattia. Molti i partecipanti ai numerosi gruppi di preghiera che padre Gabriele seguiva a Roma. E tanti anche coloro che si univano con lui in preghiera negli esorcismi. Alla fine della celebrazione, nel ricordare Amorth, padre Baamonte ha sottolineato il suo impegno "tenace e appassionato" di sensibilizzazione all’interno e all’esterno della Chiesa in favore delle persone che soffrono nello spirito e hanno bisogno dell’aiuto specifico degli esorcisti. Fu proprio padre Amorth, ha ricordato Baamonte a riunire nel 1991 per la prima volta gli esorcisti italiani e a fondare nel 1994 l’Associazione internazionale degli esorcisti della quale è stato per lungo tempo presidente. Associazione i cui statuti sono stati riconosciuti e approvati ufficialmente il 13 giugno 2014.

"Suo unico scopo - ha sottolineato il presidente degli esorcisti - è stato l’evangelizzazione integrale che prevede anche di guarire i malati e cacciare i demoni. Mai ha scritto un libro, ha concesso un’intervista o è apparso in televisione senza avere questo obiettivo in mente".