Chiesa

La decisione. Papa Francesco: stop all’uso gratuito degli immobili della Santa Sede

Gianni Cardinale giovedì 2 marzo 2023

La Città del Vaticano

Per far fronte alla «particolare gravità» dell’attuale contesto economico, papa Francesco ha disposto l’abrogazione delle norme che permettono l’uso gratuito o a condizioni di favore degli immobili di proprietà delle Istituzioni curiali e degli Enti che fanno riferimento alla Santa Sede. Lo ha fatto tramite un Rescritto seguito all’udienza concessa il 13 febbraio scorso al prefetto della Segreteria per l’economia, Maximino Caballero Ledo.

Papa Francesco ha disposto «l’abrogazione di tutte le disposizioni, da chiunque ed in qualunque tempo emanate, che consentano o dispongano il godimento ai cardinali, capi dicastero, presidenti, segretari, sotto segretari, dirigenti ed equiparati, ivi inclusi gli uditori, ed equiparati, del Tribunale della Rota Romana, degli immobili di proprietà delle Istituzioni curiali e degli Enti che fanno riferimento alla Santa Sede inclusi nella lista allegata allo Statuto del Consiglio per l’economia, comprese le Domus, gratuitamente o a condizioni di particolare favore». Il Rescritto prevede poi «il divieto per tutti gli Enti» di erogare ai cardinali e altre figure citate in precedenza, nonché alle Domus, il cosiddetto “contributo alloggio”.

Non solo. Viene stabilito anche il divieto per tutti gli Enti di erogare ai medesimi soggetti o ai proprietari degli immobili in cui essi alloggiano, siano essi altri enti della Santa Sede o terzi, «contributi, di qualunque entità e forma, aventi finalità di compartecipazione dell’Ente al canone di locazione o, in generale, alle spese per l’alloggio». Ne consegue che gli Enti proprietari degli immobili dovranno «praticare» agli interessati «i prezzi normalmente applicati nei confronti di quanti siano privi di incarichi di qualsiasi tipo nella Santa Sede e nello Stato della Città del Vaticano». Mentre le Domus «dovranno applicare ai medesimi soggetti le ordinarie tariffe stabilità dal proprio organo amministrativo».

Il Rescritto precisa poi che i nuovi provvedimenti non hanno effetto «sulle agevolazioni già concesse alla data della sua entrata in vigore e, pertanto, i contratti già stipulati prima dell’entrata in vigore di quella disposizione proseguono fino alla naturale scadenza, ma possono essere prorogati o rinnovati solo nel rispetto di quanto sopra stabilito». Papa Francesco inoltre ha stabilito che «qualsiasi eccezione» alla nuova normativa «dovrà essere da egli direttamente autorizzata». Il Pontefice ha poi precisato che «le richieste di contributo alloggio e similari, di immobili a canone agevolato o a titolo gratuito presentate successivamente al 31 dicembre 2022 che non siano state ancora concesse o in relazione alle quali non sia stato sottoscritto da entrambe le parti il relativo contratto», siano trattate secondo la nuova normativa.

Tutte queste decisioni - si legge nel Rescritto - sono state prese «per far fronte agli impegni crescenti che l’adempimento al servizio alla Chiesa universale e ai bisognosi richiede in un contesto economico quale quello attuale, di particolare gravità», con la conseguente necessità «che tutti facciano un sacrificio straordinario per destinare maggiori risorse alla missione della Santa Sede, anche incrementando i ricavi della gestione del patrimonio immobiliare».

Il Rescritto infine stabilisce che la sua efficacia è immediata e che sua pubblicazione avvenga negli Acta Apostolicae Sedis e, nell’immediato, mediante l’affissione nel Cortile di San Damaso. E proprio la diffusione all’esterno di una immagine fotografica della copia affissa in Vaticano ha fatto in modo che la notizia trapelasse fuori dalle mura leonine.