Chiesa

IL CONCLAVE. A San Pietro con il naso all'insù

Stefania Careddu mercoledì 13 marzo 2013

Il cielo è cupo e la pioggia si ferma ogni tanto, solo per qualche minuto. Avvolti negli impermeabili usa e getta o riparati dagli ombrelli, sono tantissimi coloro che hanno sfidato il tempo incerto per essere in piazza San Pietro. Nasi all’insù, sguardi puntati al comignolo montato sul tetto della Cappella Sistina.

“È un’emozione grande, è un momento unico per la vita di ciascuno e della Chiesa”, osserva Wendel, seminarista brasiliano che è a Roma per completare i suoi studi. “Siamo qui – aggiunge - per dire che il Brasile ama la Chiesa e aspetta il Papa a braccia aperte”. “Non importa la nazionalità, ciò che conta è che sia scelta la persona più preparata a guidare la Chiesa e l’umanità oggi e nel futuro”, gli fa eco Elena, missionaria della comunità Shalom, anche lei brasiliana. “È un’emozione forte, ci aspettiamo una sorpresa.

Un Papa che possa rivoluzionarie le cose”, dice Noè, filippino, che è in piazza con la moglie Melissa e la figlia Marinella. “Non ce ne andremo finché non vedremo la fumata bianca”, assicura la famiglia che non nasconde una “simpatia” per il connazionale Luis Antonio Tagle, cardinale di Manila. “Siamo qui per la gioia di conoscere il nome del nuovo papa e per condividere con la gente di tutto il mondo l’esperienza di sapere chi guiderà la nostra Chiesa”, spiegano Veronica e Anibal Jami, arrivati appositamente da Cotopaxi, in Ecuador, per vivere a Roma, in diretta, questo momento “storico”. “Spero  - confida Maria Pia, romana - che sia una persona giovane, che sappia comunicare con la gente e soprattutto con i giovani: il cappuccino americano è quello che mi piace di più”. “Prego che lo Spirito illumini i cardinali perché scelgano un Papa grande, che sia santo, che abbia tanta vita interiore e tanta umanità: di questo abbiamo bisogno, di persone amabili”, dice timidamente suor Teresina, che spera di vedere la fumata bianca prima di rientrare a Cagliari.