Chiesa

L'iniziativa. Gli esorcisti: «Il diavolo odia il matrimonio. Amatevi come Dio ama voi»

Chiara Ippolito martedì 8 marzo 2022

Il diavolo odia il matrimonio e per questo lo attacca: semina discordia ed esalta le differenze, induce in tentazione e arriva anche a manifestazioni talmente eclatanti da rendere necessario l’intervento degli esorcisti. Ma c’è anche un modo efficace per tenerlo alla larga: poche semplici regole che rendono forti le famiglie e le blindano.

Di questo hanno parlato in Sicilia gli esorcisti delle diciotto diocesi dell’isola nel loro corso di tre giorni di formazione. Il Centro Giovanni Paolo II, istituito dalla Conferenza episcopale siciliana per la formazione degli esorcisti ha riflettuto proprio su "Il diavolo e i suoi attacchi al matrimonio", che è anche il titolo di un libro di prossima pubblicazione.

A guidare la riflessione fra’ Benigno Palilla, esorcista lui stesso e coordinatore del centro di formazione. «È senz’altro un attacco quello che il diavolo sferra nei confronti della famiglia: si inserisce nei punti deboli delle coppie», ha detto agli esorcisti di Sicilia, ai quali ha proposto non solo relazioni e strumenti d’azione, ma anche le testimonianze di chi è stato vittima di possessione e di vessazione. «Non si deve dimenticare che le manifestazioni dell’azione straordinaria del demonio sono davvero limitate a casi piuttosto rari – ha chiarito il frate – al contrario riguardo al suo agire quotidiano fatto di tentazione e amplificazione della debolezza contro il matrimonio come dono stupendo fatto agli uomini e alla Chiesa. Lì interviene come una sorta di microfono che rende palesi e manifeste le debolezze e le fragilità, le urla perché tutti possano sentire e sentirsene coinvolti».

Il religioso ha spiegato che «il diavolo ha in così forte odio la famiglia perché la coppia è immagine di Dio, è riflesso dell’amore con cui Dio ci ama e ama la sua Chiesa», perché «guardando a un uomo e una donna uniti dal sacramento del matrimonio è possibile contemplare il mistero trinitario, quell’unità che tanto è detestata dal demonio».

Il maligno, dunque, tenta ma è sempre l’uomo a scegliere, in libertà. Parlare allora degli attacchi alla famiglia diventa occasione di riflessione sul sacramento del matrimonio. Ne viene fuori una piccola lista di avvertenze e una sorta di vademecum destinato a chi è sposato e a chi intende farlo. Pensando a chi vuole chiedere la consacrazione del proprio amore davanti al Signore, fra’ Benigno ha avvertito: «Occorre essere certi e pronti a voler rappresentare Dio all’altro, la sua misericordia oppure sarà meglio desistere». A chi è già marito e moglie ha consigliato di «stare in amicizia con il Signore Gesù, pregare, vivere con Lui presente all’interno della coppia e della famiglia, e il diavolo starà lontano. Perché alla fine il demonio è già stato sconfitto».

Per fra’ Benigno «bisogna impegnarsi, certo, a evitare i difetti, a limitarli. Ma esiste qualcuno che non ne abbia? Non è la perfezione a rendere saldo un matrimonio e cercarla sarebbe ulteriore occasione di delusione». La strada, non semplice, diventa allora quella che richiede una capacità differente. «Serve amare come Dio: usare misericordia anche mille e mille volte, avere un tono mite, essere pronti a ricominciare sempre. Questo amore ci pare difficile da dare, ma non è diverso da quello che noi stessi chiediamo ogni giorno al Signore. Possiamo riceverlo, possiamo darlo».