Chiesa

Le storie. Due gli italiani: don Di Stefano e Afra Martinelli

Matteo Liut sabato 4 gennaio 2014
Come ricorda l’agenzia Fides nell’elenco delle vittime di violenza tra gli operatori pastorali ci sono testimoni di una fede e di una Chiesa presente nella quotidianità, non per forza degli eroi. Essi sono solo una parte dei tanti che soffrono o sono stati uccisi a causa del proprio impegno pastorale o della propria identità religiosa e di cui non si ha notizia.Significativo è il contributo dato dal nostro Paese: delle 22 vittime del 2013, infatti, due erano italiane. Don Michele Di Stefano, 79 anni, parroco di Ummari nella diocesi di Trapani, è stato ucciso a colpi di bastone nel proprio letto nella notte tra il 25 e 26 febbraio 2013. Il responsabile, un disoccupato di 33 anni, è stato arrestato e condannato per l’omicidio, compiuto per rancore nei confronti del sacerdote. Il 9 ottobre scorso, invece, è morta in Nigeria Afra Martinelli, missionaria laica, nata 78 anni fa a Civilerghe (Brescia) e missionaria da più di 30 anni nel Paese africano, dove aveva fondato e dirigeva il Centro Regina Mundi, una scuola di informatica con annesso un collegio per ragazzi. I suoi collaboratori l’hanno trovata la mattina del 27 settembre nella sua stanza, gravemente ferita alla nuca con un machete, molto probabilmente per un tentativo di furto. Il Papa l’ha ricordata all’Angelus del 20 ottobre.Il più giovane tra le vittime elencate da Fides è il laico Dexter Condez, 26 anni, appartenente alla Società di San Vincenzo De’ Paoli, ucciso con otto colpi di pistola sull’isola di Boracaya (Filippine) il 22 febbraio 2013. Difendeva i diritti degli indigeni del gruppo Ati. Il più anziano, invece, è don José Ancizar Mejia Palomino, sacerdote di 84 anni della diocesi di Buga (Colombia), trovato morto il 2 febbraio nella sua residenza: era legato al letto con segni di tortura. In Colombia sono stati uccisi altri sei sacerdoti: don José Francisco Vélez Echeverri morto il 16 gennaio a 55 anni, don Luis Bernardo Echeverri, 69 anni, e don Héctor Fabio Cabrera, 27 anni, morti nella notte tra il 27 e il 28 settembre, sono stati colpiti nelle loro abitazione, forse durante tentativi di furto. Invece don Luis Alfredo Suárez Salazar, 50 anni, è stato ucciso in una sparatoria il 2 febbraio. Il corpo di don José Antonio Bayona Valle, 48 anni, e quello di don Néstor Darío Buendía Martínez, 35 anni, sono stati ritrovati in zone isolate dopo che di loro si erano perse le tracce, rispettivamente a maggio e a giugno.In Messico hanno trovato la morte: don José Flores Preciado, 83 anni, picchiato in chiesa durante un tentativo di furto il 5 febbraio; sono stati assassinati nelle loro abitazioni don Ignacio Cortez Alvarez, 55 anni, il 22 luglio, don Hipólito Villalobos Lima, 45 anni, e don Nicolás De la Cruz Martínez, 31 anni, il 29 novembre. In Brasile è stato ucciso a Fortaleza il 13 luglio da due giovani rapinatori il padre piamartino Elvis Marcelino De Lima, 47 anni. In Venezuela il 17 febbraio è morto Don José Ramón Mendoza, 44 anni, aggredito mentre era in automobile. A Panama il 30 ottobre è stato ucciso, forse per rapina, don Anibal Gomez, 67 anni, di origine spagnola. Sempre per rapina, ad Haiti il 24 aprile è stato ucciso padre Richard E. Joyal, canadese di 62 anni.Altre due, oltre alla Martinelli, le vittime in Africa. In Tanzania è morto don Evarist Mushi, 55 anni, ucciso a colpi di pistola il 17 febbraio. In Madagascar il 1° marzo è stata uccisa da dei creditori suor Marie Emmanuel Helesbeux, francese di 82 anni.Oltre a Condez, altre due sono le vittime in Asia: don Kochupuryil J. Thomas, 65 anni, assassinato da ignoti nel Seminario di cui era rettore, nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile. In Siria, nella guerra civile, il 23 giugno è stato ucciso padre François Murad, 49 anni.