Chiesa

L'EVENTO. «Dono di Dio all’umanità» A Città del Messico un mondo di famiglie

dal nostro inviato a Città del Messico Luciano Moia giovedì 15 gennaio 2009
Se è vero che la famiglia è anche luogo di contrasti, di rapide e inattese alternanze, di rincorse tra gioia e sofferenza, di repentini cambi di marcia e di prospettive, nessun luogo al mondo meglio di Città del Messico potrebbe riuscire ad essere simbolo tanto eloquente ed efficace di questa complessità. Ieri mattina, davanti all’avveniristico Expo Bancomer, mentre migliaia di famiglie, di delegati, di rappresentanti dell’associazionismo, composti e dignitosi, erano in fila per superare i rigidi controlli dell’ingresso nella giornata iniziale del VI Incontro mondiale delle famiglie, frotte di ragazzini si aggiravano nel traffico paralizzato, ordinaria normalità in una megalopoli dove convivono 26 milioni di abitanti e 14 milioni di auto. Non chiedevano la carità, ma offrivano giornali, dolciumi, schede telefoniche, magliette. E sugli spartitraffico baby­meccanici attrezzatissimi erano pronti a risolvere con un pronto intervento in tempo reale i guai di motori surriscaldati da soste forzate di due, tre, quattro ore. Accanto ai meccanici, i lustrascarpe, i venditori di batterie, di acqua minerale e di tanto altro ancora. Tutto in strada, tranquillamente, serpeggiando a gara tra le auto immobili, in una lotta spietata eppure sorridente contro la condanna della povertà, in cui il guadagno di pochi pesos può bastare a rendere una giornata meno dura della precedente. Esponenti da 108 Paesi. In questa cornice contraddittoria e festosa, specchio di un Paese dai mille paradossi, dove la forbice tra i pochissimi ricchi e l’esercito dei poveri diventa spesso intollerabile, ha preso il via l’Incontro mondiale delle famiglie. In un salone vasto come quattro campi di calcio, alla presenza di trenta cardinali, di duecento vescovi, dei rappresentanti di 108 Paesi del mondo e del presidente della Repubblica messicana, Felipe Calderon Hinojosa, il discorso inaugurale è stato tenuto dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. «La nostra è l’allegria dei figli di Dio che, provenienti dai cinque continenti, si riuniscono per celebrare la bellezza della famiglia, ricchezza della Chiesa e della società. Il nostro è un incontro festoso, come festoso e colorato è il popolo messicano che ci accoglie». Antonelli ha ricordato il senso degli incontri mondiali della famiglia inaugurati da Giovanni Paolo II nel 1994 e ha ribadito il vivo interesse con cui lo stesso Benedetto XVI guarda alla grande assise di Città del Messico. Due i collegamenti previsti con il Papa che invierà un videomessaggio e domenica interverrà in « diretta » alla celebrazione eucaristica conclusiva sulla spianata davanti alla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Il presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia ha poi inquadrato il tema dell’Incontro messicano, «La famiglia formatrice ai valori umani e cristiani» . Ha sottolineato la necessità di guardare alla famiglia, sempre e in ogni caso, come grande dono di Dio e ha ribadito che non bisogna mai stancarsi di considerare tutti i nuclei familiari come « buona notizia » per la Chiesa e per la società, anche quando tanti segnali contraddittori sembrerebbero condensare sul futuro di genitori e figli un pesante clima di sfiducia e di incertezza. «E proprio in questa situazione – ha concluso Antonelli – diventa importante riflettere sulle modalità per rigenerare nella famiglia ciò che gli appartiene come dato naturale e incontrovertibile, la capacita di trasmettere dentro e fuori dalla porta di casa i valori che contano». Sulla stessa linea l’arcivescovo di Città del Messico, il cardinale Norberto Rivera Carrera: «Tra le missioni della Chiesa, il sostegno e la promozione della famiglia rimane il più urgente e il più importante. Famiglia è mistero come opera di Dio, ma è anche opera umana nella fatica umile di tanti padri e di tanti madri – ha detto Rivera Carrera – che cercano ogni giorno, nonostante tutto, di portare avanti i propri compiti educativi» . Le Scritture e Claudel. «I rapporti tra famiglia e Bibbia - ha spiegato padre Raniero Cantalamessa, predicatyore della Casa pontificia, nella prima relazione dell’Incontro – rimandano al progetto iniziale di Dio, alla sua volontà di imprimere nell’unione tra uomo e donna il riflesso originario del suo amore» . Uomo e donna, diversità e reciprocità, complessità di un mistero che obbliga all’apertura nello sforzo di colmare la propria incompletezza. Per spiegarlo padre Cantalamessa ha fatto ricorso alle parole del poeta francese Paul Claudel, in particolare là dove dice che l’innamoramento è il più profondo e genuino atto d’umiltà. Riconoscere di non poter bastare a se stessi, di aver bisogno dell’altro/ a, significa ammettere la propria natura finita, fragile, insicura. « Ecco perché nell’amore sponsale c’è già il senso dell’alleanza tra uomo e Dio » , ha sottolineato Cantalamessa, che ha poi messo in luce come esista una stretta continuità, in questo sguardo sull’amore coniugale, tra Antico e Nuovo Testamento. Un amore che è valore non solo per gli sposi e per i figli, ma che allo stesso tempo riverbera i suoi effetti all’intera società. E proprio sui valori familiari, sulla fatica di trasmetterli e di riscoprirli, si è soffermato il cardinale Marc Ouellet, arcivescovo di Quebec, che ha messo in fila una serie di punti fermi, una sorta di decalogo dei valori che contano davvero. Indicazione tanto più necessaria nel pluralismo culturale che segna i nostri giorni e dove – come ha argomentato Helen Alvarè, docente di bioetica alla Columbia University, negli Stati Uniti – può capitare anche che un valore centrale come quello della vita, premessa e condizione per tutti gli altri valori, finisca per passare in secondo piano rispetto a esigenze, « gusti » e interpretazioni personali. Proprio per contribuire ad arginare questa deriva, la famiglia è chiamata a svolgere il suo ruolo insostituibile di presenza e di testimonianza.L'agenda. Giornata dedicata ad alcuni snodi sociali di grande rilievo quella di giovedì al VI Incontro mondiale delle famiglie. Tre esperti italiani tra i protagonisti. Maria Luisa Di Pietro, bioeticista, presidente di «Scienza & Vita» parlerà di «Famiglia e sessualità» nella prima sessione di questa mattina presieduta dal cardinale Nicolas Lopez Rodriguez. Nello stesso ambito il docente spagnolo Norberto Gonzales Gaitano presenterà una relazione su «Famiglia e mass media». La seconda sessione, presieduta dal cardinale Odilo Pedro Scherer, sarà inaugurata dall’intervento dell’arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace su «La famiglia degli immigrati». Infine Pier Paolo Donati, sociologo all’Università di Bologna, parlerà di «Famiglia e valori sociali». Nel pomeriggio focus sulle politiche familiari con la parlamentare argentina Leliana T. Negre De Alonso («Lo sforzo di legiferare a favore della famiglia e della vita») e spazio anche ad alcune esperienze di associazionismo familiare sul fronte dell’impegno politico e sociale provenienti, tra l’altro, da Messico, Usa e Spagna.