Chiesa

La storia. . Dal dolore al dono, così «la Vergine mi sostiene»

ALESSANDRO RICUPERO venerdì 6 maggio 2016
SIRACUSA Sebastiano e Maria Rita non si sono mai vergognati del loro dolore. Hanno avuto sempre vicino la Madonna delle lacrime. Quando un’autovettura guidata da un ubriaco ha travolto e ucciso il loro figlio Claudio, 22 anni, e l’amico Gianluca, Sebastiano e Maria sono stati travolti. «Il mio rapporto con la Madonnina è cambiato, è cresciuto. La mia fede è stata messa a dura prova ma so che la Madonna piange con me e mio figlio è con lei», dice Maria Rita Simonelli. Quella sera dell’ottobre 2011 la sua vita è cambiata. Il figlio e l’amico erano a Milano per completare gli studi: Claudio è morto sul colpo, Gabriele il giorno dopo in ospedale. Quella sera Angelo, 35 anni, operatore del 118, interviene sul luogo dell’incidente. Per i due giovani purtroppo c’è poco da fare. Quando Angelo arriva al pronto soccorso, Claudio è deceduto. Angelo compie un gesto inaspettato. «Ho preso una garza e pulito il volto di Claudio che era coperto di sangue», spiega Angelo che dai documenti scopre che quel ragazzo è siracusano. Si rende conto che probabilmente si tratta di uno studente fuori sede. Sta accanto a lui tutta la notte. L’indomani arrivano i genitori che non possono fare altro che piangere il loro figlio. «Ho chiesto tante volte perché – dice Maria Rita Simonelli –. Non ho mai avuto risposte, però ho ricevuto altro, so che Claudio è con Lei. Da casa mia si vede il Santuario. Non ricordo una sera che io sia andata a dormire senza rivolgere una preghiera alla Madonna delle lacrime». I genitori di Claudio e Angelo si sono incontrati per la prima volta dopo diversi mesi. «Quando ho visto Angelo per esprimere la mia gratitudine. gli ho dato quello che avevo di più caro con me: una foto del mio Claudio e un’immagine della Madonnina con il cotone benedetto. L’ho fatto perché Angelo è stato accanto a Claudio dopo che è stato accertato il decesso. Lui ha fatto qualcosa in più: si è fermato, lo ha pulito dal sangue. Una mamma non può dimenticare». Ma durante l’incontro Angelo ha una benda sull’occhio. «Avevo appena subito un intervento di cataratta. Era andato bene, ma dopo c’era stato lo spostamento di un cristallino e avevo già prenotato un altro intervento molto delicato », racconta. Quel giorno riceve dalla mamma di Claudio quell’immagine e decide di tenerla in tasca. «Stavo facendo una passeggiata, quando ho deciso di prendere quel cotone e appoggiarlo sulla benda che copriva l’occhio. Il giorno dopo sono andato in ospedale e togliendo la benda mi sono reso conto che vedevo perfettamente. I medici non sono riusciti a dare una spiegazione. Il cristallino non può riposizionarsi. Io sono credente. Sono venuto in pellegrinaggio a Siracusa per ringraziare la Madonna delle lacrime». La storia della Madonna di Siracusa è la storia di tante guarigioni straordinarie dal 1953 ad oggi, quelle fisiche ma anche quelle spirituali. Storie di conversioni e di scelte di vita. © RIPRODUZIONE RISERVATA La «luce» ai piedi della Madonna delle lacrime (La Presse)