Chiesa

Verso la Gmg. Cracovia, famiglie pronte all'accoglienza

Antonella Mariani mercoledì 11 maggio 2016

Un’impresa per gente di carattere: montare nel giardino di casa 30 tende per ospitare la bellezza di 300 ragazzi stranieri, tedeschi per la precisione. E poi preparare per loro i pasti, gestire spostamenti e inevitabili contrattempi. Ma Robert Wolski, 41 anni, è quel tipo di persona per la quale nessun traguardo è impossibile. Basta volerlo e le montagne si scalano. Così con la moglie Malgorzata (Margherita in polacco), 40 anni, la figlia Carolina, 14, e il figlio Jacob, 19, ha messo in piedi una piccola task force impressionante per determinazione ed energia.

A fine luglio a Bolechowice, ordinato paesino in mezzo al verde delle colline a una quindicina di chilometri dal centro di Cracovia, sorgerà una sorta di villaggio Gmg nel campo dietro casa Wolski, in via Jurajska, sulla sommità di un dolce pendio. Un posto tranquillo, in aperta campagna ma a pochi minuti di auto dai luoghi in cui pulserà il cuore della Giornata mondiale della gioventù. Le tende sono quelle militari e le porterà l’esercito; al resto ci pensano loro quattro con gli amici e i vicini di casa.

Robert, ex vigile del fuoco ora imprenditore nel campo delle costruzioni, nei prossimi giorni monterà i servizi igienici e quando gli ospiti arriveranno dalla Germania provvederà alla logistica: spostamenti, organizzazione delle tende, disciplina... Malgorzata cucinerà, aiutata da un servizio di catering; Caroline supporterà la mamma con l’entusiasmo dell’adolescenza e Jacob, fresco di maturità e già arruolato come volontario nell’organizzazione della Gmg nella sezione stampa – «voglio vedere il Papa da vicino», confida –, promette di affiancare il padre come autista, guida per i ragazzi e fotografo. Con 300 ragazzi campeggiati nel giardino di casa il lavoro non mancherà per nessuno.Per Robert e la sua famiglia è una sfida ma non la più difficile della vita: quella è stata vinta 11 anni fa, contro l’alcolismo. Lui era a un passo dalla fine quando, ricoverato in ospedale, assistette in tv alla morte di Giovanni Paolo II. «Mi ha smosso qualcosa. In quelle ore decisi che la mia vita valeva ancora. Smisi di bere. Mia moglie, la mia famiglia e la fede mi hanno salvato. Non me ne vergogno, anzi sono orgoglioso di raccontarlo: oggi, qui, posso testimoniare ad altri che uscire dall’alcolismo è possibile».

Intanto la famiglia Wolski sta imparando un po’ di tedesco. E il loro entusiasmo si è diffuso in tutto il villaggio, alimentato dal giovane viceparroco Michal Kania, 30 anni, da 5 a Bolechowice, orgoglioso della sua chiesa del sedicesimo secolo, che conserva ben custodite le reliquie della Santa Croce e di Giovanni Paolo II.

«Dall’organizzazione ci era stato chiesto di ospitare 450 ragazzi. Ho fatto il porta a porta tra i parrocchiani per invitare ad aprire le loro case. A oggi abbiamo dato la disponibilità per 900 posti letto. Sono certo che arriveremo a 1.000. E se poi non bastasse, be’, andrò a dormire nel garage e lascerò la mia casa ad altri pellegrini. Una famiglia con quattro bambini piccoli ospiterà persino un vescovo dalla Francia; speriamo non sia un amante del silenzio...».

Non male per un paese di 3.500 abitanti, travolto da un entusiasmo che difficilmente ha eguali, in questi giorni che pure sono ricchi di soddisfazioni per gli organizzatori della Gmg. Se non fossero i Wolski da soli ad alzare la media, si potrebbe dire che ogni famiglia ha un ragazzo in casa. A luglio a Bolechowice si parlerà tedesco.