Chiesa

Nomine. Il nuovo arcivescovo di Palermo Lorefice: capace di dialogo, vicino ai giovani

Laura Malandrino martedì 27 ottobre 2015
Un sacerdote capace di dialogare con tutti e di porgere a tutti una mano amica e sicura, soprattutto ai più bisognosi. Un punto di riferimento autentico e solido per la comunità parrocchiale di San Pietro in Modica dove don Corrado Lorefice è arciprete dal 2009. Guida per i giovani che grazie al suo aiuto hanno imparato a fare discernimento nella vita e a riconoscere la loro vocazione, il nuovo arcivescovo di Palermo ha il grande dono di sapere stare accanto portando conforto nelle situazioni più difficili. “La Parola al centro” e “la Chiesa povera e dei poveri” sono i due capisaldi del suo essere sacerdote. Una fede nel Vangelo incarnato nella vita che dalla Parola, luce del cammino, si traduce in accoglienza del prossimo intesa come abbraccio e non semplice assistenza.
Nel 1992, quando l’allora vescovo di Noto Salvatore Nicolosi, Padre Conciliare, indice il Sinodo diocesano (che si conclude nel 1996), don Corrado è un prete giovanissimo che prende con grande serietà e profondo convincimento quanto determinato dal Sinodo: la centralità della Parola, la povertà della Chiesa e la sua proiezione verso i poveri. Un insegnamento, questo, che don Corrado traduce ogni giorno in impegno quotidiano nel vivere la sua vocazionale al sacerdozio. Un pastore vero che ha accompagnato tante coppie al matrimonio, un padre spirituale ancora oggi punto di riferimento per tanti giovani sacerdoti.   Particolarmente vicino alla Caritas diocesana di Noto nello spirito di don Pino Puglisi, al quale è intitolata la Casa per mamme e bambini in difficoltà della Caritas cittadina di Modica, don Corrado proprio ieri ha celebrato lì Messa per i 25 anni della struttura. “Restare testimone del cuore grande di Dio” è l’augurio che viene oggi per lui dalla Casa don Puglisi attraverso le parole del responsabile della Caritas diocesana di Noto, Maurilio Assenza, in questi anni fraterno collaboratore nel comune impegno per la chiesa netina.