Chiesa

Il cardinale Bassetti. «Nessuno Stato va lasciato solo. I migranti? Crocifissi di oggi»

Giacomo Gambassi, inviato a Marsiglia sabato 23 settembre 2023

Il cardinale Gualtiero Bassetti con i giovani italiani agli "Incontri del Mediterraneo" a Marsiglia

«Quali sono le ultime notizie da Lampedusa?». A Marsiglia il cardinale Gualtiero Bassetti chiede più volte che cosa succede nella piccola isola degli sbarchi. «Lampedusa è lo specchio del Mediterraneo - spiega -. Racconta l’abissale distanza fra le sponde. Da una parte, le terre della fuga segnate dalla miseria, dalla violenza, dall’ingiustizia. Dall’altra, il continente europeo che sembra voltarsi dall’altra parte. In mezzo, i migranti che mettono a rischio la vita e muoiono fra le onde dove sta naufragando la dignità dell’uomo». L’arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve guarda il golfo su cui si affaccia la metropoli del sud della Francia che accoglie il Papa e i vescovi del bacino insieme con i giovani arrivati da trentuno Paesi.

A Marsiglia l'arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, il cardinale Gualtiero Bassetti e l'arcivescovo Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei - Gambassi

È la giornata conclusiva degli “Incontri del Mediterraneo” a cui partecipa anche l’ex presidente della Cei. Invitato dall’arcivescovo di Marsiglia, il cardinale Jean-Marc Aveline, come “padre nobile” di un cammino cominciato nel 2020 a Bari con il primo raduno dei pastori dei tre continenti bagnati dal “mare nostrum”, proseguito a Firenze coinvolgendo anche i sindaci e approdato nella città più araba d’Europa dove si toccano con mano le sfide e le difficoltà del fenomeno migratorio, tema al centro dei lavori. «Quando ho avuto l’intuizione degli incontri di pace nel Mediterraneo sui passi di Giorgio La Pira, ho subito pensato a ciò che succedeva proprio a La Pira che veniva deriso per le sue profezie. “Se trovi la strada giusta, vai avanti”, mi aveva risposto papa Francesco quando gli avevo presentato la proposta. Il Pontefice ha a cuore le genti del Mediterraneo: lo dice anche il suo pellegrinaggio nel grande mare che è partito da Lampedusa dieci anni fa e ora fa tappa qui a Marsiglia. Del resto la storia e l’attualità mostrano quanto il Mediterraneo sia fondamentale per le sorti dell’umanità».

Eminenza, le Chiese si trovano per discutere anche di migrazioni mentre tocca l’apice l’emergenza a Lampedusa.

Nel Mediterraneo si sta consumando una colossale crisi umanitaria. E non possiamo restare indifferenti di fronte a questo svilimento della persona. I migranti sono i crocifissi del tempo presente: come Cristo, rifiutati, umiliati, calpestati. Il loro grido è il grido del Signore. Il nostro mare non dovrebbe essere una tomba o una dolorosa Via Crucis di chi cerca un avvenire migliore, ma un luogo di vita, un crocevia di culture e di civiltà, uno spazio di scambio e di dialogo. È questa la sua vocazione originaria che va riscoperta per farne un “lago” di pace che sia modello per il mondo intero.

Vescovi e giovani durante i lavori degli "Incontri del Mediterraneo" a Marsiglia - Gambassi

Che cosa può dire e fare la comunità ecclesiale?

Noi cristiani amiamo narrare l’episodio del Buon Samaritano, uno straniero che vide un uomo nel bisogno e si fermò per soccorrerlo. La parabola è un appello ad avere quella stessa misericordia verso coloro che bussano alle nostre porte. Vanno elogiati gli sforzi già compiuti per salvare le vite e fornire assistenza: esemplare è stata l’accoglienza condivisa dei profughi ucraini. Ma purtroppo si continuano ad alzare muri, a organizzare respingimenti, a chiudere le frontiere. Vale all’interno dei singoli Stati, vale a livello europeo. Preoccupa la divisione che si registra fra i Paesi del nostro continente. L’Europa ha una sua precisa responsabilità verso il Mediterraneo: perciò deve unirsi, altrimenti tradisce le sue radici che sono appunto mediterranee. Nessuno Stato può essere lasciato solo, a cominciare dall’Italia. Serve una risposta di solidarietà, compassione, generosità da parte di tutta la famiglia europea che è chiamata a fare della protezione delle vite umane una priorità e a sostenere politiche d’accoglienza.

Eppure c’è chi alimenta la paura dello straniero.

Bisogna disintossicarsi dal concetto di nemico che è una costruzione mentale. Tutti apparteniamo all’unica famiglia umana. Dobbiamo sentirci a fianco gli uni degli altri, soprattutto dei più deboli. Ci fermiamo spesso ai migratori in fuga, ma non guardiamo alle cause. Si lasciano le rive del Mediterraneo per le conseguenze di guerre, persecuzioni, povertà, sfruttamento economico, cambiamenti climatici, cataclismi ambientali come i più recenti in Marocco e Libia. Ecco perché i nostri incontri hanno un costante richiamo alla pace e alla giustizia, come i due in Italia, e alla speranza, come questo di Marsiglia.

A Marsiglia arrivano i venti di guerra.

Compresi quelli del conflitto in Ucraina. Perché il Mediterraneo va pensato nell’accezione lapiriana, dall’Atlantico agli Urali. Occorre alimentare le fiammelle di armonia presenti anche nei contesti più complessi. Ho abbracciato il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, prima che partisse per Pechino. Nelle guerre la Chiesa può giocare un ruolo per la riconciliazione fra i popoli. Non si tratta tanto di negoziati, ma di porre le condizioni perché una trattativa si apra.

Vescovi e giovani insieme agli "Incontri del Mediterraneo" a Marsiglia - Gambassi

Vescovi e giovani insieme a Marsiglia. Ma la Cei ha già coinvolto i giovani del Mediterraneo…

Ci è sembrato necessario puntare sulle nuove generazioni per declinare nel quotidiano i nostri incontri e assicurarne un futuro concreto. Venti ragazzi di tutte le sponde hanno partecipato ai due percorsi di formazione e accompagnamento per “giovani leader di pace” a Rondine-Cittadella della pace ad Arezzo; e poi si è insediato a luglio il Consiglio dei giovani del Mediterraneo che ho salutato con affetto il primo giorno.

Il cardinale Aveline ha suggerito un Sinodo dei vescovi dedicato al Mediterraneo.

La decisione spetta al Papa. Ma condivido l’indicazione. Tutto quello che è stato fatto finora è un cammino insieme di ascolto, riflessione, discernimento. E può essere la base per un Sinodo.

Il cardinale Gualtiero Bassetti agli "Incontri del Mediterraneo" a Marsiglia - Gambassi