Chiesa

La storia. Il Papa: «La mia Bibbia? Vecchia ma amata»

giovedì 3 dicembre 2015
​"Volete farmi felice? Leggete la Bibbia". Così Papa Francesco si rivolge ai giovani, nella prefazione per una edizione della Bibbia destinata ai ragazzi, i quali hanno collaborato a discutere e scriverne i commenti, e che La Civiltà cattolica ha pubblicato oggi. La Bibbia, dice Francesco, è "un libro come un fuoco, un libro nel quale Dio Parla". Quella che avete, continua, "mi piace molto: è così vivace, così ricca di testimonianze di santi, di giovani, che fa venir voglia di leggerla d'un fiato, dall'inizio fino all'ultima pagina. E poi...? Poi la nascondete, sparisce sul ripiano di una libreria, magari dietro, in terza fila, finendo per riempirsi di polvere. Finchè un giorno i vostri figli la venderanno al mercatino dell'usato. No: questo non può essere!", ammonisce il Pontefice. La Bibbia non è fatta per essere messa su uno scaffale, piuttosto è fatta per essere tenuta in mano, per essere letta spesso, ogni giorno, sia da soli sia in compagnia, invita il Papa nella prefazione. "Del resto in compagnia fate sport, andate a fare shopping; perché allora non leggere insieme, in due, in tre o in quattro, la Bibbia? Magari all'aperto, immersi nella natura, nel bosco, in riva al mare, la sera al lume di una candela... farete un'esperienza potente e sconvolgente. O forse avete paura di apparire ridicoli di fronte agli altri?".E poi, qualche altro consiglio di lettura: "Leggete con attenzione. Non rimanete in superficie, come si fa con un fumetto!".Quanto alla sua personale Bibbia, Francesco racconta che è "vecchia" e "sciupata" ma "per niente al mondo la darei via". "Miei cari giovani amici se voi vedeste la mia Bibbia, forse non ne sareste affatto colpiti.Direste: 'Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro così vecchio, così sciupato!'. Potreste anche regalarmene una nuova, magari anche una da 1.000 euro: no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, quella che ha accompagnato metà della mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime: è il mio inestimabile tesoro. Vivo di lei e per niente al mondo la darei via".Tocante il passaggio in cui il Papa racconta il suo modo di pregare: "Voglio confidarvi come leggo la mia vecchia Bibbia: spesso la prendo, la leggo per un po', poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui - spiega il Papa -, ma Lui guarda me: Dio è davvero lì, presente. Così mi lascio osservare da Lui e sento - e non è certo sentimentalismo -, percepisco nel più profondo ciò che il Signore mi dice. A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto... Ma, paziente, rimango là e lo attendo così, leggendo e pregando"."Prego seduto, perché mi fa male stare in ginocchio. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta".  Infine, un passaggio su come la Bibbia oggi viene vissuta in certe parti del mondo: "Oggi, ancor più che agli inizi della Chiesa, i cristiani sono perseguitati; qual è la ragione? Sono perseguitati perché portano una croce e danno testimonianza di Cristo; vengono condannati perché possiedono una Bibbia. Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso, così rischioso che in certi Paesi chi possiede una Bibbia viene trattato come se nascondesse nell'armadio bombe a mano!". La Bibbia - sottolinea Papa Francesco - non è "un capolavoro letterario" né "una raccolta di antiche e belle storie". "In tal caso, bisognerebbe dire ai molti cristiani che si fanno incarcerare e torturare per la Bibbia: 'Davvero stolti e poco avveduti siete stati: è solo un'opera letteraria!'».