Chiesa

GENOVA. Bagnasco: lavoro, sviluppo e famiglia siano priorità

giovedì 5 gennaio 2012
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, durante un incontro questa mattina con le autorità del capoluogo ligure, ha ricordato che «lavoro, sviluppo e famiglia» sono «priorità molto sentite» e di «importanza decisiva per la città ed il Paese intero». Senza lavoro, ha detto, «non c'è prospettiva» e senza questo «la persona non può vivere e realizzarsi».«La famiglia - ha aggiunto - è il primo progetto di vita e lo zoccolo di una società umana e si rivela, ancora un volta, un punto di riferimento e un ammortizzatore sociale». In Italia, ha aggiunto, «nonostante difficoltà che tutti conosciamo» la famiglia «regge, tiene ed è punto di riferimento efficace». Il cardinale Bagnasco ha anche precisato che lo sviluppo è necessario «perchè non basta lavorare oggi, ci vuole lo sviluppo che dà continuità e crescita». L'invito quindi è ad «adeguare il nostro modo di pensare alle circostanze».«Ogni circostanza della vita e della storia - ha proseguito -, insieme a limiti, difficoltà e sfide, offre anche delle opportunità proprio perché il mondo cambia e le dinamiche cambiano. Lo abbiamo visto, e lo vediamo, lo stiamo toccando con mano e un esempio per tutti è il rapporto tra finanza, economia e politica che mi sembra una situazione storicamente nuova che sfida le nostre capacità; in questo senso, è anche un'opportunità». «Anche il rapporto con il lavoro, con lo sviluppo e con le risorse - ha sottolineato il cardinale -: tutto questo dev'essere qualcosa che accogliamo per un cambiamento culturale che non può che essere verso il meglio, verso una maggiore sapienza che spero che tutti possano trovare e ritrovare». Dopo l'incontro con il sindaco Vincenzi, il porporato si è recato in Provincia, per una visita al Presidente dell'ente, Alessandro Repetto, e poi in Regione, per un colloquio con il Governatore Claudio Burlando. Qui il porporato ha pronunciato qualche frase a commento della vertenza Fincantieri: «C'è un tavolo in corso e questa mi pare una premessa ricca di prospettive». «Se c'è coesione che dialoga per presentare problemi e preoccupazioni e anche soluzioni possibili e realizzabili - ha aggiunto - mi pare che le tensioni paventate possano essere superate tranquillamente».