Chiesa

Città del Vaticano. Apre la barberia del Papa, "per restare persone"

Alessia Guerrieri lunedì 16 febbraio 2015
C’è un mondo dietro un asciugamano pulito e uno shampoo. C’è un volto che torna a far vedere la pelle tagliata dal freddo più che dagli anni. E un uomo che, pur avendo come casa la strada, non si sente più invisibile. La fila davanti la barberia sotto il colonnato del Bernini è continua per tutta la mattina. Il passaparola tra i poveri è stata la miglior pubblicità per il giorno d’apertura del servizio voluto da Papa Francesco, proprio accanto alle docce appena costruite. L’appuntamento con forbici e rasoio per tanti senzatetto è però l’occasione per confidarsi e spiegare che "ad un povero non serve solo cibo e coperte, ma dignità", dice Massimiliano, sardo trapiantato a Roma, fino a qualche mese fa decoratore d’interni. E questo è il modo più utile per "farci sentire persone". Andare a cercar lavoro pulito e in ordine "è un biglietto da visita importante", ammette Stefan, muratore polacco da dodici anni in Italia residente proprio sotto il porticato all’inizio di via della Conciliazione. Ma non chiamatelo romano d’adozione, "sono semplicemente un cristiano". Da oggi, ogni lunedì dalle 9 alle 15, saranno a disposizione dei clochard della Capitale barbieri e parrucchieri che hanno scelto di dedicare agli altri il proprio giorno libero; il tutto coordinato dai volontari dell’Unitalsi di Roma. Come Daniele Mancuso, coiffeur a Fiumicino, con "tanta voglia però di rendere speciale anche un mestiere semplice". A colpirlo, stamane, sono state le scuse di un uomo che si è presentato con la barba vecchia di mesi e i capelli fino alle spalle. "Mi ha raccontato barzellette per tutto il tempo – racconta - ma immagino fosse il suo modo di nascondere l’imbarazzo".