Chiesa

Dalle giornate alla clausura, al mondo. Alla Gmg con la preghiera certe di camminare insieme

di Maristella dell'Annunciazione* domenica 17 luglio 2016

Caro direttore,  nel Monastero San Benedetto di Milano parteciperemo alla Gmg polacca restando qui perché la vita di clausura toglie i confini al cuore e, sulle ali della preghiera, saremo anche noi a Cracovia. Certo, non sosteremo in silenzio ad Auschwitz, facendo memoria della Shoah, ma stiamo imparando il Padre Nostro in ebraico. Non andremo al Santuario di Jasna Gora, ma spesso invochiamo la Madonna Nera. Insomma, faremo nostra la preghiera della Gmg e seguiremo sul Web i discorsi del Papa. Ricorderemo le Gmg in cui abbiamo scoperto che Gesù guarda ciascuno di noi, in mezzo a migliaia di giovani, in modo unico e personale. Io ero alla Gmg di Parigi nel 1997, avevo vent’anni. Lì ho incontrato una suora che mi ha colpito per la sua vivacità, facendomi capire che la vita consacrata non è una rinuncia, ma una liberazione che sprigiona il meglio di noi. A 23 anni sono entrata in monastero. Dal 2013 mi è stato chiesto di seguire nel cammino formativo le sorelle del Noviziato. Come Silvia che ha ricevuto da poco il velo bianco. Ha 23 anni ed era alla Gmg di Madrid quando ne aveva 18, in un periodo in cui la sua fede si era un po’ indebolita. Il momento più bello? «La Confessione – risponde Silvia –, quando la gioia del perdono ha rinnovato la mia vita. Il contatto con tanti giovani mi ha fatto ritrovare l’entusiasmo della fede. Tornata a casa ho chiesto a un sacerdote di aiutarmi con la direzione spirituale a vivere nel quotidiano quanto avevo scoperto a Madrid, perché non rimanesse senza frutto. È stato poi lui ad accompagnarmi in monastero, dove ho continuato il cammino di discernimento. A 22 anni, dopo la laurea, sono entrata e ora il mio pellegrinaggio prosegue qui dentro». Alla Gmg entrambe abbiamo scoperto che un cristiano non cammina da solo, ma c’è bisogno di qualcuno che apra la strada e ci tenga per mano. Noi lo facciamo pregando, perché tutti trovino il segreto della gioia: sentirsi amati personalmente da Gesù. Lo auguriamo ai tanti giovani in cammino verso Cracovia e a quelli che, come noi, non potranno andarci se non con il cuore. E che tutti, poi, possano accompagnare altri fratelli in questa ricerca.

*Monaca benedettina a Milano