Chiesa

VATICANO. L'aiutante di camera infedele chiede perdono al Papa

martedì 24 luglio 2012
Paolo Gabriele, l'aiutante di camera infedele nella cui abitazione sono stati ritrovati documenti riservati sottratti dall'appartamento pontificio, ha chiesto perdono a Benedetto XVI in una lettera nella quale esprime il suo dolore e il suo pentimento per quello che ha fatto.A darne notizia è stato l'avvocato Carlo Fusco, difensore di Paolo Gabriele arrestato il 23 maggio scorso dopo una perquisizione. "Paolo ha scritto al Papa una lettera confidenziale che è stata consegnata alla Commissione cardinalizia presieduta dal cardinale Herranz", ha dichiarato Fusco precisando di non averla letta "perché è una decisione del maggiordomo che è assolutamente esterna all'iter del processo"."Paoletto" tuttavia avrebbe riferito al legale che nella lettera al Papa "ammette i suoi errori, chiede perdono ed afferma anche di non aver avuto complici". L'esistenza di altre persone che hanno collaborato con Gabriele secondo il legale "non risulta da nessuna parte, né dalle contestazioni che gli sono state fatte durante gli interrogatori, né dagli atti di cui sono venuto a conoscenza"."Naturalmente - mette però le mani avanti Fusco - l'intero fascicolo verrà depositato solo al dibattimento. E quindi potrò leggerlo solo allora". In ogni caso, assicura l'avvocato, "Paolo è l'unico indagato, per quello che è a mia conoscenza". Secondo Fusco, inoltre, "non c'è stato nessun complotto né interno né esterno al Vaticano, che possa riferirsi a Paolo, in relazione alla fuga di notizie. Quanto a chi ha operato la pubblicazione - conclude - io non so".