Chiesa

25 anni dalla morte. Accanto ai più poveri con santa Madre Teresa di Calcutta

Laura Badaracchi lunedì 5 settembre 2022

l miglior modo per ricordare Madre Teresa di Calcutta, a 25 anni dalla sua morte? Per le Missionarie della Carità da lei fondate nel 1950 – oggi circa 5mila in tutto il mondo – celebrarla significa «rimanere fedeli al suo carisma e alla sua chiamata di dedizione ai più poveri dei poveri, insieme alla preghiera». Nella consueta riservatezza che le contraddistingue, che implica anche non voler stare sotto i riflettori, le consacrate con il sari orlato di blu che vivono a Roma accettano di raccontare in maniera corale che cosa succederà nei prossimi giorni presso la comunità di San Gregorio al Celio, dove la loro santa fondatrice – che continuano a chiamare “la madre” – veniva almeno due volte all’anno e dormiva in una piccolissima stanza di fronte alla cappella, aperta alle visite. La memoria liturgica viene celebrata lunedì.

La cella custodisce con semplicità il suo letto, una scrivania e poco altro. Alle pareti spoglie un Crocifisso e un’icona della Madonna della tenerezza, sul tavolo la reliquia che si può venerare tutti i giorni, tranne il giovedì, dalle 8.30 alle 11.30 e dalle 16.30 alle 18.30. «Il 5 settembre, anniversario della sua salita al cielo, sarà sempre aperta », precisano le Missionarie della Carità, invitando a due appuntamenti di preghiera nella chiesa di San Gregorio: domani, giorno di vigilia, è in programma una veglia alle 20, mentre lunedì alle 19 verrà celebrata una Messa solenne. Poi ogni comunità in Italia «avrà la sua celebrazione: da quella di Catania a quelle di Genova, Milano… Abbiamo 20 comunità, di cui 18 di vita attiva e due di vita contemplativa ad Acilia, vicino Roma, e a Piombino, in Toscana. Complessivamente nella Penisola siamo circa 135 sorelle, senza contare quelle nella casa di formazione dove risiede il noviziato per tutta l’Europa, con 12 novizie al momento, e dove arrivano le suore che si preparano ai voti definitivi, 16 ad oggi.

C’è anche qualche vocazione italiana». In India è in corso una novena e nella casa-madre di Calcutta dov’è morta e sepolta la santa. Durante la Messa quotidiana viene approfondito un aspetto della spiritualità di colei che le Missionarie definiscono «icona della carità». Il 5 settembre la celebrazione eucaristica sarà presieduta dall’arcivescovo Thomas D’Souza. Ovunque siano, le figlie spirituali della “matita di Dio”, così si definiva, si rivolgono quotidianamente all’intercessione della fondatrice, anche con preghiere composte da lei stessa. «Le chiediamo di essere come lei strumento dell’amore di Dio che è compassione, con lo stesso zelo per i più poveri dei poveri, per saziare la sete di Gesù».

In un testo il cardinale Angelo Comastri, suo fraterno amico, scrive: «Madre Teresa, prega affinché diventiamo umili e puri di cuore come Maria per accogliere nel nostro cuore l’amore che rende felici». Beatificata il 19 ottobre 2003 da san Giovanni Paolo II, che le diede in Vaticano la casa “Dono di Maria” per accogliere i poveri, e canonizzata da papa Francesco il 4 settembre di sei anni fa, nel dicembre 2012 la santa (premio Nobel per la pace nel 1979) ha dato ispirazione all’Assemblea generale Nazioni Unite per fissare proprio nel giorno della sua morte, in sua perenne memoria, la Giornata internazionale della carità.

La risoluzione dell’Onu sottolinea che «la carità può contribuire alla promozione del dialogo tra persone di diverse culture e religioni, come pure la solidarietà e la comprensione reciproca», invitando tutti gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e regionali e la società civile a celebrare il 5 settembre sostenendo il dialogo fra i popoli e incoraggiando gesti di solidarietà.