Chiesa

Gmg 2016. Gmg 2016, a Cracovia vi aspetta una Casa

Michele Falabretti* mercoledì 6 luglio 2016
Si dice "casa" e si dice tutto. Una porta che si apre, qualcuno che ti aspetta, le cose che ti servono… Chi è in viaggio, soprattutto se in un Paese lontano dalla propria cultura, fa alla svelta ad avere nostalgia di casa. Soprattutto noi italiani: non è solo il bisogno di avere ciò che serve; è proprio la necessità di trovare anche solo qualcuno che parli la nostra lingua, qualcuno che possa ascoltarci, capirci.
 
 
Certo, i giovani parlano l’inglese meglio degli adulti, ma non è solo la lingua. Nel suono di parole comprensibili e vicine, c’è il respiro di non sentirsi soli, di poter scambiare le impressioni del viaggio, di chiedere e offrire suggerimenti su dove andare a mangiare, dove trovare quel cappello tanto curioso visto in giro, come fare per visitare un luogo, un monumento o vedere un artista di strada. Insomma, è la condizione della casa che permette di essere pellegrini con un filo ancora attaccato a qualcuno. È il gioco delle relazioni che magicamente sembra funzionare in modo diverso e più intenso proprio quando si è lontani dagli affetti quotidiani.
 
 
 
È così che abbiamo pensato Casa Italia. Quando a Cracovia, due anni fa, il Comitato organizzatore locale (Col) ci chiese che come volevamo organizzare Casa Italia, cosa volevamo fare, quali sarebbero state le necessità e di quanti spazi avremmo avuto bisogno, noi abbiamo incominciato a raccontare tutte queste cose. La loro reazione fu, scherzando: «Il castello del Wawel va bene?». Beh, in effetti non siamo poi tanto lontani (via Bernardinska è praticamente a ridosso del castello) e gli spazi sono davvero notevoli.
 
 
 
Saremo ospiti dell’Università San Giovanni Paolo II e dei Frati Bernardini, con spazi per i servizi e spazi per l’incontro fra gruppi di giovani. Casa Italia sarà già aperta e operativa quando i giovani italiani arriveranno a Cracovia per la Gmg. E, se ne avranno voglia, ci sarà una "casa" per loro pronta ad accoglierli per qualsiasi necessità. Un gruppo di giovani animatori saranno a disposizione per i servizi necessari e per offrire informazioni; la segreteria sarà aperta per supportare gli accompagnatori e i responsabili dei gruppi; un media center farà da ponte con l’Italia rilanciando informazioni e materiale che sarà pubblicato sui siti Web e rilanciato sui social. Saranno presenti i media legati alla Cei: Avvenire, Sir, Tv2000, Radio InBlu. E anche la redazione della rubrica di RaiUno, «A Sua Immagine».
 
 
Nel cortile di Casa Italia, accessibile a tutti i pellegrini italiani, sarà disponibile una rete wi-fi libera e gratuita che permetterà ai giovani italiani di comunicare con parenti e amici. Accanto al cortile di Casa Italia, la chiesa dei Bernardini, una delle chiese storiche più belle di Cracovia che sarà uno dei luoghi di catechesi per gli italiani; a dieci minuti a piedi, l’alloggio dei vescovi italiani. A pochi passi, poi, c’è il grande prato di Blonia che ospiterà i grandi eventi, dalla cerimonia di accoglienza del Santo Padre, alla Via Crucis.
 
 
Terremo le porte aperte, perché anche se siamo in una terra lontana, non manchi a nessuno un luogo accogliente, una mano tesa, il sorriso di un volto per far sentire ciascuno a proprio agio come a… casa!
 
 
*direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei