Attualità

Xelella. Il vescovo Angiuli: «Papa vicino al nostro dramma»

Pino Ciociola lunedì 15 giugno 2015
«Ci ha spronati ad avere cura del creato, dell’ambiente. A noi, in particolare, per le nostre particolari emergenze». Il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, Vito Angiuli, ha incontrato a Roma alcuni giorni fa Papa Francesco e con lui ha avuto un breve colloquio: «Ho potuto fargli presente la situazione che stiamo vivendo qui in Puglia, soprattutto nel sud Salento», racconta il vescovo.
Ha spiegato al Papa in particolare «due problemi di natura ambientale, uno riguardante la questione della Xylella, cioè il disseccamento degli ulivi, l’altro relativo a un’eventuale prova di trivellazione per vedere se nel mare vicino Leuca c’è petrolio». Gli ha anche detto come «su questi due argomenti così importanti, e con conseguenze notevoli sul territorio e sulla gente, come Chiesa abbiamo posto il problema e siamo intervenuti, naturalmente con lo stile della Chiesa».Il Papa è stato prima ad ascoltarlo «con grande attenzione – racconta ancora Angiuli –, evidentemente questi temi sono particolarmente cari alla sua responsabilità». Poi gli ha risposto: «Eccellenza, intanto c’è un’Enciclica che fra poco sarà pubblicata, ne faccia tesoro per continuare a far prendere coscienza di questi temi al popolo di Dio».Il problema che sta vivendo il Salento, del resto, non è di poco conto, specie per gli ulivi. Perciò «ce ne stiamo occupando», racconta il vescovo, ed anche «per sottolineare la consapevolezza della Chiesa di quanto accade. Levando la nostra voce davanti a questioni che toccano non soltanto l’aspetto economico, la cultura, ma soprattutto l’identità di un popolo».Il tempo stringe e il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca lo spiega mentre camminiamo in una distesa di ulivi alle porte di Alessano e a pochi passi dalla tomba di don Tonino Bello: «La cosa più importante è che le istituzioni trovino una linea comunque», dice il vescovo . Insieme «certamente all’incremento della ricerca scientifica, visto che finora le risposte sono state divergenti e non molto chiare».Ed effettivamente nella vicenda del disseccamento degli ulivi salentini i riscontri scientifici fin qui sono risultati nulli o quasi, non esiste certezza neppure che sia proprio la Xylella la causa, né sulla reale portata del fenomeno. «Adesso la cosa più importante è sottolineare come chi ne ha la responsabilità promuova la ricerca». Ma soprattutto quanto «sia necessario trovare risposte scientificamente fondate per il futuro» e magari «condivise», cioè finalmente arrivando laddove «ad oggi non si è arrivati».