Attualità

Inchiesta. Xylella, «Troppa superficialità»

Pino Ciociola lunedì 15 giugno 2015
​Tutto azzerato entro pochi giorni sul fronte istituzionale-scientifico: «Attraverso un’istruttoria pubblica che consenta alla politica e ai cittadini di capire cos’è accaduto e organizzare la battaglia», fa sapere il governatore. Mentre la Procura leccese è sempre più impegnata. Con la gente arrabbiata, preoccupata e che non accetterà sradicamenti senza fondamento scientifico e ancor meno spruzzate di pesticidi.
Fin qui «sono state applicate faciloneria e superficialità», tuona Michele Emiliano, neogovernatore della Puglia, a proposito del disseccamento degli ulivi salentini. Lo fa il giorno dopo le sessanta ordinanze consegnate (ma non ancora eseguite) per abbattere altrettanti ulivi a Veglie, dove ci sono state tensioni all’arrivo della Forestale. E qualche giorno dopo che un docente dell’università barese gli aveva suggerito in diretta tivù di «stare alla larga da questa vicenda, che è roba solo per scienziati». A proposito, la risposta? «Ho conosciuto tanta gente che mi chiedeva di tenermi alla larga dalle cose. Non è mai andata come loro speravano...». Insomma, il neopresidente della Regione è pronto a rimettere tutto in gioco: «Non voglio scatenare emotività intorno a questa vicenda. Ma semplicemente cercare di capire cosa sta succedendo e prendere decisioni rapide e possibilmente giuste».L’Isde Puglia lancia l’allarme: se il “Piano Silletti” (che prevede anche una pioggia di pesticidi) venisse realizzato, provocherebbe «un’ecatombe biologica». Ancora Emiliano: «No, per altro abbiamo certezza di avere a disposizione tecnologie e preparati diversi da quelli previsti dalle ordinanze, che possono raggiungere gli stessi risultati, ma senza provocare questa ecatombe. Che sarebbe anche di natura commerciale».Il neogovernatore sottolinea: certezze sulla Xylella? «Nessuno è in grado in questo momento di dare assicurazioni su nulla». Esempi? «Non esiste un progetto che consenta di capire quali piante siano sicuramente malate e quali no». Perciò ha fiducia piena nella magistratura leccese: «Nel momento in cui la Procura dovesse accertare fatti e circostanze, sarebbe tutto materiale che potrà essere utilizzato dalla regione Puglia per interloquire col governo, che in questo momento ha il ruolo preponderante in questa materia». Intanto vanno facendosi assai insistenti le voci che con la prossima settimana potrebbero arrivare grosse novità proprio dal fronte giudiziario...In realtà anche l’Unione europea soffia sul collo degli ulivi salentini. «Il mio timore – confida Emiliano – è che la paura di possibili sanzioni dall’Ue induca ad abbattimenti di natura consolatoria, per cercare di stoppare le pretese dell’Unione europea», col risultato di «aumentare il peso della faciloneria e della superficialità finora applicate a questa vicenda».Nel leccese ci sono undici milioni di ulivi e molte cose non tornano. Le ipotesi sono diverse, ma è fin troppo facile prevedere che queste parole del neogovernatore non piaceranno a certe lobby e certi poteri e che proveranno a frenare l’azzeramento. Emiliano reggerà le pressioni? «Non credo esistano poteri che siano in grado di mettere sotto il presidente della Regione o il Consiglio regionale... Certo è che la Regione non delegherà a nessuno la tutela di quegli alberi».