Attualità

Il sito. Le buone azioni vanno in rete

Massimo Calvi sabato 19 luglio 2014
C'è chi segnala l’autista del bus che ha aspettato due passeggeri in ritardo. Chi rivela di aver fatto la carità a tutti i mendicanti incontrati. E chi ha semplicemente offerto un passaggio a una persona malata o aiutato un’anziana a scendere le scale del metrò. Sono alcune delle «buone azioni» indicate dagli utenti del sito francese MaBa (www.ma-b-a.org), che sta per «Ma Bonne Action». Il social network nasce dall’idea di una giovane direttrice di un’agenzia di comunicazione, Émilie Courts, e il funzionamento è semplice: ci si registra e si segnala una buona azione fatta di persona o compiuta da qualcuno che si conosce. Gli iscritti possono poi cliccare "Bravo!" se apprezzano il gesto o "Bof" ("mah"), se l’intervento non sembra granché. Oltre ad alcune buone azioni vere e proprie, in effetti, se ne leggono altre piuttosto leggere in termini di impegno profuso o quantomeno simpatiche nella loro limitata utilità. In ogni caso si sorride, che in fondo è lo scopo vero del sito. Come ha spiegato la fondatrice al quotidiano La Croix, tutto nasce dall’idea di «aiutare le persone a vedere che il mondo non è poi così male». In fondo questo è anche un po’ lo spirito della rubrica «Dulcis in fundo» che si può leggere ogni giorno sul quotidiano Avvenire, dedicata alle piccole grandi buone notizie che non fanno rumore. Nell’universo dei social network, dove spesso a prevalere sono aggressività e cinismo, l’idea di MaBa è apprezzabile. Al momento gli iscritti sono pochini: 278, con 271 buone azioni segnalate. Ma, ne siamo sicuri: nel mondo c’è molta di più bontà di quella che si vede.