Attualità

Il caso del liceo a Monopoli. Vietato parlare di aborto a scuola

Mimmo Muolo domenica 16 dicembre 2018

Parlare di aborto continua ad essere un tabù nell’Italia di questo inizio di terzo millennio. Anche se questo avviene in un ambito educativo come quello della scuola e alla presenza del docente di religione che intende soprattutto suscitare la riflessione informata dei ragazzi. L’ennesimo caso è scoppiato nel Polo Liceale 'Galilei-Curie' di Monopoli, in provincia di Bari, dopo la decisione dello stesso docente, il sacerdote Oronzo Negletto, di invitare in classe un rappresentante del Movimento per la Vita, incontro in seguito al quale gli stessi ragazzi, in un’ora successiva della stessa materia, avrebbero chiesto al professore di visionare un video risalente al 1984, liberamente reperibile in rete e meglio noto come 'L’urlo silenzioso', che mostra per via ecografica le fasi drammatiche di un aborto.

Nella vicenda si sono inseriti due esponenti di M5s, i deputati Veronica Giannone e Luigi Gallo, i quali in una interrogazione al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, denunciano che decine di studenti 14enni (la classe era una prima) sarebbero rimasti «sconvolti» dalle immagini di «bambini (sic) dilaniati» e «smembrati» che si vedono nel documentario, «sconcertando i loro genitori». L’interrogazione ha scatenato i social contro il sacerdote. Il dirigente scolastico, Martino Cazzorla, si trincera dietro il più classico dei 'non sapevo'.

«La presenza della Presidente del 'Movimento per la Vita' di Monopoli – si legge in un comunicato stampa diffuso ieri – non è stata mai né richiesta a questa dirigenza o alla scuola, né tantomeno autorizzata» Idem per la proiezione del video. «Pertanto, ove siano confermate circostanze che abbiano violato le garanzie educative, saranno prese le opportune decisioni da parte degli organi preposti», conclude il dirigente, facendo sapere che «avrebbe preferito venire a conoscenza dei fatti e dei rilievi esposti, attraverso i canali istituzionali esistenti e previsti» e non attraverso l’iniziativa dei due 5 Stelle.

La diocesi di Conversano-Monopoli, con una nota dell’Ufficio per l’Irc, «prende atto dell’avvio da parte della scuola delle procedure previste dalla normativa vigente, al fine di ricostruire la vicenda, le circostanze e le persone coinvolte» e «pienamente consapevole della delicatezza della situazione creatasi, conferma la piena disponibilità a collaborazione con gli organi preposti per quanto è di propria competenza, al fine di giungere chiara della vicenda».

Al docente comunque sono giunte anche attestazioni di solidarietà da parte di studenti e di genitori. Un altro dirigente scolastico, Pietro Netti, scrivendo su Fb, ritiene «decisamente eccessiva» l’interrogazione parlamentare e parla di «questione ideologica». «I nostri ragazzi assistono quotidianamente in tv e su internet a scene ben più cruente».