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Camera. Manovra, via libera definitiva. Ecco cosa cambia per famiglia e sociale

Nicola Pini martedì 24 dicembre 2019

L'aula della Camera durante la discussione generale sulla legge di bilancio dello Stato 2020, domenica 22 dicembre

Via libera definitivo della Camera alla Manovra. Dopo aver discusso tutta la notte, i deputati hanno approvato prima delle cinque del mattino della Vigilia di Natale la legge di Bilancio. I voti a favore sono stati 312, 153 i contrari. due gli astenuti. Al momento della votazione era presente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.


Il governo aveva già incassato, alla Camera, la fiducia alla manovra, accordata con 334 sì contro 232 no e 4 astenuti, e poi sulla manovra da 32 miliardi, per essere esatti all'esame c'è la Nota di variazione al Bilancio, oltre alla discussione relativa agli ordini del giorno.

L'iter blindato del testo ha fatto insorgere le opposizioni. Era accaduto solo tre volte in passato che una Camera dovesse limitarsi a vidimare il testo senza modificarlo. Ma nella sostanza anche lo scorso anno era accaduto qualcosa di analogo, quando l'intera manovra fu riscritta in fretta a dicembre, dopo che l'Europa aveva imposto di ridurre il deficit di bilancio del 2019, e approvata all'ultimo minuto.

Su famiglia e sanità la manovra 2020 prova ad aggiustare il tiro. Non è ancora quella svolta attesa dal mondo delle associazioni, ma la premessa di un cambiamento che dovrà essere verificato nei prossimi mesi e anni e, soprattutto, alimentato con decisamente fondi più consistenti. A patto di voler davvero incidere sulla dinamiche di una società che ha troppo pochi bambini e non aiuta le famiglie a crescerli e sempre più anziani da assistere.

Per quanto riguarda le politiche familiari, la legge di bilancio istituisce un 'Fondo assegno universale e servizi alla famiglia'. Diventerà pienamente operativo dal 2021 con una dotazione pari a 1.044 milioni, che saliranno a 1.244 milioni dal 2022. Per il 2020 lo stanziamento è di circa 600 milioni. Soldi che vanno ad aggiungersi agli 1,3 miliardi che già quest’anno finanziavano i vari bonus esistenti e che vengono confermati con qualche novità. Per quanto riguarda il bonus bebè, destinato a ogni nuovo nato o adottato, viene rinnovato per la durata di un anno e diventa una prestazione ad accesso universale (finora spettava ai nuclei con Isee non oltre 25.000 euro) modulata su tre fasce di reddito: avrà 160 euro al mese chi sta entro i 7mila euro di reddito Isee; 120 euro al mese chi è nella fascia fino ai 40 mila, e 80 euro per chi sta sopra quella soglia.

Sugli 'asili gratis' il governo ha scommesso parte delle sue carte, anche dal punto di vista mediatico. Nella pratica questo significa che da gennaio il vecchio bonus viene rafforzato e rimodulato su soglie Isee differenziate. L’attuale beneficio di 1.500 euro, dal prossimo anno raddoppia a 3.000 euro per i nuclei con Isee fino a 25mila euro e sale a 2.500 per i redditi tra i 25 e i 40mila. Secondo il governo questo incremento dovrebbe garantire «la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane ». La legge prevede poi uno stanziamento di 100 milioni l’anno fino al 2023 (200 milioni dal 2024 in poi) per la costruzione di nuovi asili nido e scuole d’infanzia e per la messa in sicurezza di quelli esistenti. Confermato per il 2020 anche il bonus 'mamma domani' (800 euro senza limiti di reddito).

Tra le politiche familiari rientra anche l’estensione del congedo obbligatorio di paternità, che da gennaio sale da 5 a 7 giorni. Infine, ci sarà un contributo (fino a 400 euro per neonato) per l’acquisto di latte artificiale per le mamme soggette a patologie che impediscono l’allattamento naturale.

Se sin qui si tratta soprattutto di un rafforzamento delle misure esistenti, è dal 2021 che dovrebbe partire l’erogazione di quell’assegno universale per i figli che almeno sulla carta è l’obiettivo dei nuovo Fondo famiglia. In Parlamento è in discussione un disegno di legge dedicato alla nuova misura che, a regime, dovrebbe consistere in un sussidio fino a 240 euro al mese per tutti figli fino all’età adulta. Si tratterebbe di quella svolta strutturale (andrebbe a sostituire gli attuali bonus) sempre promessa e mai attuata. Ma, particolare non piccolo, bisogna trovare nuove risorse. I 2,5 miliardi (dal 2021) del fondo non basteranno di certo.

La manovra interviene anche in tema di handicap con l’istituzione di un «Fondo per la disabilità e la non autosufficienza», con una dotazione di soli 29 milioni di euro per il 2020, che salgono a 200 milioni per il 2021 e a 300 milioni annui dal 2022.

Per il capitolo sanità la manovra mette sul piatto due miliardi in più rispetto al 2019. Parte dei fondi serviranno per l’abolizione della quota fissa di partecipazione alle prestazioni specialistiche. Il cosiddetto superticket sarà annullato dal prossimo settembre in attesa, spiega il governo, «della revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria». Si prevedono poi l’incremento delle risorse pluriennali per gli interventi in materia di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico delle strutture, ma ci saranno anche più assunzioni di medici e infermieri negli ospedali, fondi per gli specializzandi e per i servizi erogati dalle farmacie. Aspetti che sono stati raccolti nel nuovo Patto per la salute siglato nei giorni scorsi dalla Conferenza Stato- Regioni anche allo scopo di fronteggiare la grave carenza di personale in diversi ambiti della Sanità pubblica. A proposito di sanità è rientrata la norma che puntava a ridurre o annullare le detrazioni sulle spese sanitarie per i redditi oltre i 100mila euro.