Attualità

TURISMO. Vacanze all’estero per risparmiare Ma non sulla qualità

Amelia Leia venerdì 14 agosto 2009
Da Jerba (Tunisia) - Tre giorni in giro per i musei, le catte­drali e il centro storico di una capita­le europea, una settimana al sole su una spiaggia esotica, l’altra in un agrituri­smo nostrano all’insegna della cucina di qualità, del riposo e del buon vino. Gli ita­liani in tempi di crisi economica non ri­nunciano alle vacanze: semmai le trasfor­mano, limitando le aspirazioni e limando le esigenze, consapevoli – e non potrebbe es­sere altrimenti – di avere in tasca un por­tafoglio più leggero. Niente più lunghe per­manenze nella stessa località ma micro­viaggi – un po’ qui, un po’ là – rigorosamente improntati al risparmio. Ma per chi si concede una periodo di relax all’insegna del «poco» – poco denaro da spendere, poco tempo da impiegare, poco preavviso – partire per l’estero è una scelta quasi obbligata. «Se, per esempio, si hanno a di­sposizione quattro giorni l’I­talia è quasi sempre da e­scludere perché gli alberga­tori preferiscono vendere i soggiorni a settimana. A meno di non prenotare con un anticipo mi­nimo, di un paio di giorni. Tutto è più faci­le se la meta è europea»: le informazioni so­no frutto del lavoro sul campo del persona­le di Altaquota viaggi, agenzia turistica di Empoli, che li espone e li spiega mentre i telefoni continuano a squillare, tutte le se­die occupate da clienti in attesa di sceglie­re una destinazione. Anche questa folla è colpa della crisi: «Si viaggia all’insegna del risparmio – dicono all’agenzia – e si aspet­ta fino all’ultimo momento per decidere sfruttando offerte e promozioni». L’esperienza circoscritta dell’agenzia em­polese è confermata a livello ben più ampio da Luca Battifora, direttore commerciale del Gruppo Ventaglio: «Le destinazioni estere continuano a essere fortemente richieste. Chi le ha sperimentate sa che i prezzi con­tenuti si sposano con una qualità di ottimo livello. A parità di servizio, un soggiorno in una località esotica costa meno che in Ita­lia ». Le località che hanno registrato le mi­gliori performances nel 2009 sono l’Egitto – «come sempre il Mar Rosso – spiega Bat­tifora – e Marsa Matrouh, sulla costa medi­terranea » – e le ormai intramontabili Spa­gna, Grecia, Tunisia. «Resta comunque da sottolineare – continua il direttore com­merciale del Gruppo Ventaglio - una con­trazione delle prenotazioni ovunque». Prenotazioni diminuite e anche meno pun­tuali: «Se prima una famiglia prenotava le vacanze estive con almeno otto settimane di anticipo – spiega Battifora – oggi si ar­riva in agenzia molto più a ridosso della data di par­tenza, con ben chiaro in mente quanto si vuole spendere e per cosa. Meno chiaro dove si vuole anda­re. Il cliente spiega all’agen­te che genere di servizio cer­ca, qual è la cifra che ha a di­sposizione e si fa indirizza­re. Questa è la stagione estiva dell’ultimo ventennio con maggiori difficoltà». Eppure i costi sono diminuiti perché il settore turi­stico ha cercato di reagire «contrando i prez­zi – conclude Battifora – per sostenere il con­sumo senza rinunciare alla qualità». Sembra esente da qualsiasi problema il tu­rismo giovanile che per l’estate 2009 fa re­gistrare addirittura un incremento delle par­tenze: lo certifica il Cts, il Centro Turistico Studentesco, confermando la preferenza per le mete estere di quanti hanno tra i 18 e i 35 anni. Aumentano considerevolmente le partenze per la Thailandia – con una cre­scita del 9 per cento rispetto al passato – e, complice il cambio favorevole, per gli Stati Uniti. Gettonatissimo quest’anno il Medi­terraneo dove viene confermato – e incre­mentato del 15 per cento – il gradimento per la Grecia e la Spagna: prezzi contenuti, mare cristallino e la possibilità di visitare le città d’arte ingolosiscono il turismo giova­nile. Non tutti, in quest’estate improntata alle ri­strettezze, sono in cerca di convenienza. «Ho appena venduto un soggiorno a Cipro, una settimana dal 9 al 16 agosto per diciot­tomila euro». L’agenzia Playmondo, a Mila­no in via Serbelloni, ha a che fare con gen­te determinata a spendere: «Anche que­st’anno abbiamo venduto soggiorni non in­feriori ai quindici giorni, con un incremen­to del turismo a lungo raggio diretto alle Bahamas, alle Maldive, alle Seychelles, ne­gli Stati Uniti».