Attualità

UberPop sospende il servizio in Francia

venerdì 3 luglio 2015

La compagnia americana Uber sospende il servizio di trasporto privato UberPop dalla Francia. La decisione arriva a seguito dell'arresto del direttore generale di Uber Francia, Thibaud Simphal, e del responsabile per l'Europa occidentale, Pierre-Dimitri Gore-Coty, entrambi accusati di diversi reati tra cui pratiche commerciali ingannevoli, organizzazione di una piattaforma di trasporti illegale e trattamento illecito dei dati personali. A dare conferma della sospensione è stato lo stesso Simphal: "Abbiamo deciso di sospendere le attività di UberPop a partire dalle 20 di venerdì 3 luglio" ha dichiarato a Le Monde. Aggiungendo che la decione punterebbe a "tutelare la sicurezza degli autisti" della compagnia, alcuni dei quali "sono stati vittime di violenze negli ultimi giorni".

L'azienda ha comunque voluto manifestare la sua disponibilità al dialogo con il governo transalpino dichiarando di volersi porre "nei confronti delle autorità con spirito di calma". Dall'altra parte però l'esecutivo di Parigi non sembra disposto a trattare: "L'obiettivo del governo - ha dichiarato il ministro dei trasporti, Alain Vidaliès, a France Info -  è di passare dalla sospensione allo stop definitivo di quella che consideriamo un'attività illegale".

Si attende ora la decisione del Consiglio Costituzionale sulla legge Thévenoud che regola la concorrenza nel settore dei taxi e la cui applicazione ha già portato al divieto dell'uso dell'app sei mesi fa. Simphal ha comunque voluto ringraziare gli autisti di Uber, sottolineando come la compagnia abbia dato loro "la possibilità di integrare il reddito, in un momento in cui il Paese è molto carente". Il numero uno di Uber Francia si è poi rivolto direttamente al governo suggerendo alcune modifiche alla normativa vigente: "Si potrebbero applicare semplificazioni come quelle del regime attivo a Londra, dove ci sono 80mila taxi e 30mila licenze per noleggio con conducente (a Parigi si stima ci siano 17.700 tassisti e 10.000 Ncc). Basterebbe chiedere più formazione". Attualmente però i corsi costano 6.000 euro e  "nessuno - fa notare ancora il direttore generale - nella fascia di popolazione di cui stiamo parlando ha questa disponibilità".