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Superbonus. Draghi chiude la borsa. Crediti, si tratta su cessioni più ampie

Maurizio Carucci mercoledì 29 giugno 2022

Un operaio edile al lavoro

Da un lato il governo stoppa la proroga del Superbonus rimasto senza più fondi (e non vuol metterne di nuovi), dall’altro sta cercando nuove risorse per calmierare il prezzo delle bollette elettriche e dei carburanti. Ieri alla Camera, nel corso della riunione tra la maggioranza e l’esecutivo, le criticità di copertura delle misure sono state illustrate dal capo di gabinetto del Mef Giuseppe Chinè. Ci sarebbe però la disponibilità a verificare la possibilità di allargare le maglie del meccanismo della cessione del credito, ampliandolo ad altri soggetti oltre alle banche, con la sola esclusione delle persone fisiche.

È un nuovo braccio di ferro quello che si consuma tra il governo e la maggioranza: non è solo il M5s a chiedere di allargare le maglie, ma tutti i partiti insistono per una revisione del meccanismo che punta a rendere più efficienti le abitazioni. Molto critico sulla scelta del governo è Lino Ricchiuti di Fratelli d’Italia: «Hanno modificato in corso d’opera il bonus fino a renderlo inapplicabile, dicono, per colpa delle frodi. Il risultato? Gente che si ritrova con le case sventrate e senza soldi per finire i lavori, 33mila imprese medio-piccole che si ritrovano crediti che non sanno se potranno convertire in moneta per onorare i debiti con banche e fornitori». Mentre i deputati di Alternativa hanno chiesto di anticipare i lavori della commissione sul decreto Aiuti da 14 miliardi per la parte relativa al Superbonus, ma la richiesta è stata respinta. Il Movimento 5 Stelle è invece orientato alla conferma del Superbonus, anche a costo di arrivare a un accordo con cui fare un tagliando alla misura. Intanto tutti i presidenti delle associazioni della filiera termoidraulica, dalla fabbricazione e distribuzione alla progettazione fino alla costruzione e installazione di impianti (Aicarr, Angaisa, Assistal, Assoclima, Assotermica, Cna e Confartigianato) chiedono un incontro al ministro dell’Economia Daniele Franco per «sbloccare le cessioni dei crediti e prorogare di sei mesi i cantieri del Superbonus già attivi sulle unità familiari». Il tempo comunque stringe: entro questa settimana dovrebbero chiudersi i lavori delle commissioni sul testo, che potrebbe anche accogliere sui debiti fiscali una proposta a firma di Luigi Marattin (Iv), che chiede di far salire da 60mila a 120mila euro il limite delle cartelle per cui sia possibile chiedere il pagamento in dieci anni, vale a dire 72 rate, senza che il contribuente debba «documentare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà».

Nuovi rincari in vista, invece, per luce e gas. Il rischio di nuovi aumenti delle bollette sembra concretizzarsi, a guardare l’andamento del prezzo dell’elettricità in Borsa. Tra oggi e domani l’Arera renderà note ufficialmente le nuove tariffe riservate al mercato tutelato. E non si arresta la corsa del costo dei carburanti, con benzina e gasolio sempre più cari, a pesare sulle vacanze estive. Così il governo valuta nuovi aiuti per famiglie e imprese per mitigare un salasso che non sembra potrà terminare a breve, anche a causa del contesto geopolitico ed economico delineato dalla guerra in Ucraina. Sarà quindi molto probabile un nuovo intervento del governo in soccorso di famiglie e imprese. Entro il 30 giugno dovrebbe arrivare in Parlamento il disegno di legge di assestamento di bilancio, con l’aggiornamento delle previsioni di finanza pubblica, e sarà valutata la fattibilità finanziaria di ulteriori misure per calmierare il costo dell’energia sino a fine anno. In questo senso i deputati dem Piero De Luca, Ubaldo Pagano e Pietro Navarra hanno ricordato di aver «accettato l’utilizzo di oltre sei miliardi di euro dal Fondo di sviluppo e coesione destinato al Sud per finanziare le esigenze dell’emergenza, con l’impegno tuttavia della ministra Carfagna affinché quei fondi fossero restituiti al Mezzogiorno già a partire dalla prossima legge di Bilancio».