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Coronavirus. Nuovo Dpcm, oggi si decide. A Natale solo parenti stretti

Nicola Pini venerdì 18 dicembre 2020

Questo Natale «è più rischioso di Ferragosto» e servono ulteriori restrizioni «anche a costo di sfidare l’impopolarità». Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia spinge sulla linea del rigore in vista del Consiglio dei ministri che, probabilmente questa sera, alla fine detterà le nuove regole. Ma a sei giorni dalla festività natalizia i dettagli non sono ancora a posto e oggi servirà un nuovo vertice tra i capidelegazione di maggioranza per trovare l’esatto punto di caduta del nuovo Dpcm. Il lockdown delle feste comunque è assicurato, e andrà di pari passo con un inasprimento dei controlli disposto dal Viminale a partire da questo fine settimana, ultima “finestra” per chi vuole partire prima che scatti da lunedì il blocco degli spostamenti extra–regione, già previsti dall’ultimo decreto.

La soluzione finale dovrebbe essere quella di una “zona rossa”, probabilmente intermittente, su tutto il territorio nazionale. Proprio mentre ormai tutte le regioni (Abruzzo escluso) stanno approdando nella fascia gialla. Ci sarebbe dunque il blocco totale delle attività non indispensabili (alimentare, farmacie, ecc) dal 24 al 27 dicembre, poi dal 31 al 3 gennaio e forse anche all’Epifania. Giornate di vero lockdown con negozi, grandi magazzini, bar e ristoranti (salvo l’asporto) chiusi.

E divieto di feste e cenoni. «Dobbiamo fare delle scelte per tutelare i più fragili e gli anziani, dovremo passare il Natale ognuno a casa propria, e più restrizioni ci saranno e meglio sarà, a tutela di tutti», ha insistito Boccia. Oggi la situazione è più rischiosa che ad agosto perché l’indice di contagio Rt, benché sceso da 1,7 a 0,8 nell’ultimo mese, «è più alto di quando l’Italia uscì dal lockdown a maggio e perché ci atten- dono ancora i mesi invernali più difficili», ha spiegato il ministro in una riunione con Regioni, Province e Comuni dedicata al piano vaccini invocando «unità tra Stato, Regioni ed Enti locali». «Le restrizioni territoriali hanno funzionato », ma ora servono ulteriori interventi per «dare un ulteriore impulso al contenimento del contagio e alleggerire sempre più il peso sulle reti sanitarie» mentre sta per partire la campagna di vaccinazione.

Resta da chiarire se ci saranno deroghe, per le quali spinge Giuseppe Conte. Il premier infatti ritiene che le misure messe in atto finora abbiamo dati risultati e non vuole una stretta troppo severa. Il compromesso potrebbe essere trovato sulla possibilità di raggiungere le persone anziane da parte dei familiari più stretti, una o due persone al massimo. Anche superando in determinati casi gli stretti confini comunali. Nella maggioranza la discussione è in corso. Pd, Leu e M5s sembrano convinti della stretta. Italia viva, finora favorevole a regole non troppo stringenti, stavolta non si è espressa. Si vedrà oggi. Mentre la decisione del governatore legista del Veneto Luca Zaia di anticipare il blocco nella sua regione (vedi articolo sotto) toglie argomenti alle opposizioni, anche se altri governatori, come il Ligure Giovanni Toti e il lombardo Attilio Fontana, sono contrari alla linea dura. Intanto il ministero dell’Interno, in vista dell’intensificarsi degli spostamenti nel fine settimana sta organizzando controlli aggiuntivi su strade e autostrade e presidi «per evitare assembramenti, nelle stazioni ferroviarie, portuali ed aeroportuali».

È quanto ha deciso ieri il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica prevedendo anche un «rafforzamento» delle attività di controllo del territorio «anche in funzione dei reati di strada, suscettibili di incremento in ragione della maggiore circolazione di persone e merci». Maggiore vigilanza per prevenire il rischio di contagio anche «nei locali pubblici e d’intrattenimento, nonché nelle aree abitualmente ritrovo dei giovani».