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Manovra. Lo spread non dà tregua. Nuovo giallo su quota 100

Nicola Pini giovedì 25 ottobre 2018

La giornata di ieri si è chiusa con lo spread salito oltre i 320 punti (stamane è diminuito verso 310) e la Borsa che ha ceduto un altro 1,69% portando i listini ai minimi da fine 2016, con il comparto bancario che guida lo smottamento (-3,3%). Intervistato in serata a "Porta a Porta" il ministro dell'Economia Giovanni Tria non ha nascosto la sua preoccupazione per la febbre sui mercati: «Non è 40 ma neppure 37. È un livello che non possiamo considerare di mantenere troppo a lungo», ha osservato, anche perché «uno spread alto pone un problema alla parte più debole del sistema bancario». Tuttavia a due giorni dalla possibile nuova bocciatura del rating italiano (il giudizio di S&P è atteso domani sera) il governo italiano marcia apparentemente compatto verso una conferma in toto della legge di bilancio, sfidando la richiesta ufficiale di revisione arrivata dalla Ue.

È lo stesso Tria (benché considerato il più trattativista della compagnia) a sottolineare che «non ci sono motivi per cambiare la manovra perché pensiamo che sia corretta. Nessun piano B, dobbiamo avere questo tipo di manovra espansiva». Piuttosto è «la Commissione Europea a dover spiegare perché la boccia». L'Italia non presenterà quindi un nuovo documento di bilancio, come vorrebbe Bruxelles (ci sono venti giorni di tempo per farlo) ma cercheremo di «convincere con argomentazioni» i partner. E in ogni caso «non si esce dalla Ue o dall'Eurozona anche in caso di violazioni», ha rimarcato il ministro smentendo contrasti con i vicepremier Di Maio e Salvini. In mattinata era stato quest'ultimo ad alzare le barricate, minacciando ritorsioni in sede Ue: «Possono anche mandare 12 letterine, ma la manovra non cambia», ha ribadito il capo della Lega. «Noi andiamo avanti e la storia non si scrive con i se», ha risposto il leader M5s alla domanda su eventuali contromisure nel caso in cui lo spread salisse ancora. Dalla Russia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rassicurato: «L'Italia è un Paese che gode di buona salute e i fondamenti della nostra economia sono solidi».

Insomma, il governo fa muro. Anche se non è del tutto chiaro quanto sia solida la trincea scavata. Il testo della manovra da mandare all'esame del Parlamento ancora non c'è e intanto circolano bozze largamente incomplete. Uno dei punti da chiarire riguarda le pensioni, capitolo tra i più spinosi. Lo stesso Tria ha detto a Famiglia Cristiana che «il disegno di riforma non è definito» e di conseguenza «è difficile esprimersi sui costi». Finora la"Quota 100" per andare in pensione prima è stata venduta come misura permanente. Ma nell'annunciare venerdì scorso il downgrade del rating italiano l'agenzia Moody's ha scritto che l'anticipo dell'età pensionabile «è apparentemente formulato come misura una tantum, disponibile solo il prossimo anno». L'agenzia è scettica su questo punto ma intanto, anche grazie a questa ambiguità, ha indicato come «stabile» l'outlook (le prospettive) sull'Italia. Una misura strutturale inciderebbe più pesantemente sui conti futuri. La bozza del Ddl bilancio prevede l'istituzione di un Fondo per la revisione del sistema pensionistico con 6,7 miliardi nel 2019 e "solo" 7 miliardi «a decorrere dal 2020. Strano, perché gli interventi sul sistema pensionistico hanno sempre costi crescenti, dal momento che le nuove usciste anticipate almeno nei primi anni si sommano.
La scelta può avere solo due spiegazioni. O la misura è davvero una tantum, cosa che smentirebbe gli annunci di Lega e M5s. Oppure gli stanziamenti dovranno essere rivisti al rialzo anno dopo anno. Ma in questo caso il deficit sarà ancor più sotto pressione di quanto è stato indicato nel quadro programmatico del governo. Un giallo che fa pensare anche alla volontà di Tria di tenere "aperto" il comparto-pensioni come segno di buona volontà all'Ue. Anche se Salvini, sul punto, è categorico.
Intanto Tria difende i suoi funzionari, criticati dal portavoce della Presidenza del Consiglio Rocco Casalino nell'audio divenuto pubblico qualche settimana fa: «Non desidero commentare volgarità e minacce contro funzionari dello Stato, specie se questi ricoprono una funzione di garanzia ed indipendenza universalmente riconosciuta», ha affermato il ministro in un'intervista. «Ci sorprende che Tria invece di fare valutazioni di merito e pulizia nel suo ministero difenda a prescindere» i tecnici, ha replicato una nota del Movimento. In serata. ieri, il premier Conte ha ribadito la sua fiducia in Casalino.