Attualità

Songne A. Moumoumi. Quell'ostacolo chiamato burocrazia

mercoledì 13 settembre 2017

Songne A. Moumoumi

Arrivato dal Burkina Faso nel giugno del 2005, Songne A.Moumoumi ha frequentato le scuole medie e superiori in Italia. Da quattro anni lavora come operaio a Treviso, occupandosi di stampaggio su lamiera a freddo. Il padre e i fratelli hanno già ottenuto la cittadinanza, mentre lui e la madre ancora no. A causa della crisi economica la sua famiglia ha dovuto lasciare l’Italia; la madre è tornata in Burkina Faso, mentre il padre e i fratelli sono andati in altri paesi europei. Moumoumi ha deciso di tenere duro e di restare in Italia.
«Mi sento molto triste quando vedo giovani italiani partire per andare all’estero. Lasciare la propria famiglia, la propria casa, non è mai facile» confessa. «Per quanto mi riguarda – aggiunge Moumoumi – l’Italia è il Paese che amo ed è qui che sono cresciuto e ho imparato tutto quello che so; è qui che voglio costruire il mio futuro. Devo ringraziare mio padre che mi ha regalato il sogno italiano. Lo considero il mio eroe, perché da quando è arrivato, ha fatto ogni tipo di lavoro e ha permesso a me e i miei fratelli di crescere qui».
Tra Moumoumi e la cittadinanza c’è un ostacolo chiamato burocrazia. «Quando ho iniziato a raccogliere la documentazione per fare domanda non era ancora obbligatorio presentare la fedina penale per chi è arrivato in Italia da minorenne. Quando ho consegnato il mio fascicolo, invece, era appena cambiata la legge e anche per chi, come me, è arrivato in Italia da bambino, era richiesta la fedina penale. Ora devo aspettare le prossime ferie per andare in Burkina Faso e ritirare il documento. Vorrei anche riprendere gli studi per avere maggiori opportunità».