Attualità

Politica. Riforme, settimana clou. Si tratta sul Senato

lunedì 28 aprile 2014
Settimana clou per le riforme, con una via resa stretta da elezioni e maldipancia nel Pd. Renzi è comunque ottimista e oggi può mettere nella colonna degli attivi un Berlusconi in versione dialogante. A scanso di problemi, Renzi non esclude un rinvio di una settimana del primo voto del Senato sulla riforma costituzionale, che era previsto prima del voto europeo: quanto basta per calmare le fibrillazioni elettorali e ricompattare la maggioranza. E tanto per chiarire che non vuole lo scontro, il premier annuncia anche una possibile mediazione: niente elezione dei futuri "senatori", come ha sempre ribadito, ma possibilità che siano designati all'interno dei Consigli regionali. Il problema non è però solo tecnico. Il problema sono appunto le fibrillazioni elettorali e, anche dopo, a urne chiuse, la necessità di tenere unita la maggioranza senza che si creino estemporanee alleanze tra una minoranza Pd e i grillini.    Per calmare le acque interne, domani di prima mattina il presidente del Consiglio incontrerà il presidente della Affari costituzionali di Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, e il capogruppo Pd Luigi Zanda. Martedì sarà la volta dell'assemblea dei senatori in vista della presentazione, mercoledì, del testo base della riforma. In commissione, peraltro, le proposte sono ben 52, molte delle quali prevedono l'elezione dei senatori. Proprio quello che Renzi, anche oggi, ha detto di voler evitare sostenendo che chi vuole un Senato elettivo, ammonisce, vuole solo aumentare il ceto politico. Il Berlusconi 'dialogante' intanto dice che sul Senato l'incontro con Renzi ha messo tutto a posto, fissando le modifiche da apportare al progetto. Lui, assicura, non è mai venuto meno ai patti che ha sottoscritto.