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Il caso. Sea Watch a pochi metri da Melilli (Siracusa). Nessun ordine di "porto chiuso"

Ilaria Solaini - Nello Scavo giovedì 24 gennaio 2019

Venerdì mattina la nave Sea Watch 3 è stata autorizzata a entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata a largo delle coste di Siracusa (a poco più di 1 km a Nord di punta Maglisi) non lontano dal pontile a cui si agganciano le petroliere che scaricano il greggio per il vicino petrolchimico. La capitaneria ha dato l'ok per garantire la sicurezza dell'unità e delle persone a bordo. Sulla terraferma è tutto pronto per un'eventuale sbarco. Le autorità civili e di assistenza sono già in pre-allerta casomai si dovesse decidere di porre fine all'odissea dei migranti.

"Seguiamo la situazione da vicino, la nostra posizione è molto chiara: la sicurezza delle persone a bordo è la prima preoccupazione, quello che è necessario nel Mediterraneo sono disposizioni prevedibili per assicurare che gli sbarchi possano avvenire in sicurezza": lo ha detto il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, rispondendo a una domanda sulla situazione della Seawatch 3. E anche il comandante della Guardia Costiera italiana, l'ammiragio Pettorinio ha detto di essere in attesa di sviluppi. La nave, ha precisato Pettorino, "si è ridossata l'altra notte in prossimità delle coste della Sicilia perchè c'era cattivo tempo. Al momento si trova in rada, fuori dal porto di Siracusa in attesa degli sviluppi".

Il governo italiano chiede all'Olanda "di poter disporre di ogni informazione in merito alla ong Sea Watch, con particolare riferimento alla conformità alla legislazione dello stato di bandiera dell'organizzazione e delle attività della predetta ong, nonché nelle relative imbarcazioni ed equipaggio". Lo si legge nella nota verbale con la quale si invita a "predisporre, con urgenza, gli adempimenti relativi all'organizzazione della presa in carico e del trasferimento in territorio olandese dei 47 migranti". Il messaggio è stato firmato da Matteo Salvini che chiede anche di verificare se la nave sia in regola con tutte le norme del Paese di cui batte bandiera. Già in passato Malta aveva bloccato Sea Watch con il pretesto di irregolarità, ma tutte le ispezioni del governo olandese e delle autorità internazionali della navigazione ne avevano confermato la regolarità.

Da sei giorni in balia del mare grosso. Lo scorso sabato, 19 gennaio, la nave dell'ong Sea Watch ha salvato a 50 miglia dalle coste libiche 47 persone: tra loro ci sono anche 8 minori non accompagnati. Da allora si sono moltiplicati gli appelli dei volontari e dell'equipaggio, che in un primo momento hanno cercato di mettersi in contatto con le autorità libiche, ma senza successo e poi sono rimasti in attesa di istruzioni.

I segnali che arrivano dal governo sono per il momento contrari a qualsiasi ipotesi di sbarco. Ma spetterà poi alle autorità marittime decidere se non vi siano requisiti di massima urgenza per consentire di portare a terra i migranti, specialmente i minori e i minori non accompagnati.

"Non c'è alcun desiderio di sequestrare i 47 immigrati della Sea Watch. Non vediamo l'ora di farli arrivare, sani e salvi, in altri paesi europei. Nessuno spazio in Italia". Lo dice il ministro dell'interno Matteo Salvini sul caso di Sea Watch. La nave Ong Sea Watch 3 avrà dal governo italiano supporto medico e sanitario qualora ne avesse necessità, ma la invito ancora a puntare la prua verso
Marsiglia. Questa nave, come vedete in foto, batte bandiera olandese e si trova ora a pochi chilometri dalle coste italiane. Per questo ritengo opportuno convocare immediatamente l'ambasciatore olandese e chiedergli che intenzioni abbia il suo governo. Chiederanno, assieme a noi, alla Sea Watch 3 di andare a Marsiglia o li faranno sbarcare a Rotterdam?". Così Luigi Di Maio su Facebook.

Sono previsti peggioramenti delle condizioni meteo, in particolare un ciclone fenomeno meteo piuttosto raro con onde di 7 metri. È uno degli ultimi tweet lanciati dalla Ong tedesca: «Abbiamo bisogno di un riparo, di un porto sicuro al più presto», hanno ribadito.

La nave pertanto ha chiesto di poter approdare in Italia e si sta riparando non lontano dalla coste siciliane.



Già mercoledì il sindaco di Lampedusa Totò Martello aveva aperto alla possibilità di far approdare la Sea Watch 3 e far scendere a terra le persone a bordo, se arrivasse l'ok della Capitaneria: "Noi non erigiamo muri. Gli sbarchi del resto li abbiamo ogni giorno". Mentre i sindaci di Napoli e Palermo, Luigi de Magistris e Leoluca Orlando si sono resi disponibile a far attraccare la Sea Watch 3, dal ministro dell'Interno Matteo Salvini è stata ribadita la solita linea dura sulla chiusura dei porti: "Ribadisco che la nostra linea non cambia, né cambierà. Nessuno sbarcherà in Italia. Pronti a mandare medicine, viveri e ciò che dovesse servire ma i porti italiani sono e resteranno chiusi".

Ugualmente determinata la posizione del vicepremier Luigi Di Maio: supporto medico e sanitario sì, approdo no. "Invito a puntare la prua verso Marsiglia e far sbarcare le persone sul suolo francese, anziché aspettare inutilmente nelle acque italiane per giorni", ha scritto su Instagram.

Mediterranea Saving Humans chiede che, "nel rigoroso rispetto del diritto internazionale (a partire dalla Convenzione di Amburgo sul Sar), il governo italiano assegni immediatamente a Sea Watch 3 un porto sicuro (Place of Safety POS) dove riparare dal maltempo e poter sbarcare le persone a bordo". È quanto afferma in una nota ufficiale Mediterranea Saving Humans, la piattaforma delle associazioni italiane che con nave Mare Jonio si alterna nel Mediterraneo con le Ong Open Arms e Sea Watch.

"Mediterranea Saving Humans - conclude il comunicato - diffida perciò qualsiasi Autorità dal prendere decisioni o attuare comportamenti illegittimi, in contrasto con il diritto marittimo e internazionale e le norme del Codice della Navigazione. Ed è preparata ad assumere tutte le necessarie iniziative legali a tutela della Sea Watch 3 e delle persone che si trovano a bordo".

20 organizzazioni hanno inoltre lanciati un appello per l'attracco della nave Sea Watch. L'appello arriva da organizzazioni come A Buon Diritto, Actionaid, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Associazione Papa Giovanni XXIII, CIR, CNCA, Emergency, Focus Casa dei Diritti Sociali, Intersos, Legambiente, Medecins Du Monde Missione Italia, Medici per i Diritti Umani, Medici Senza Frontiere, Mediterranean Hope Programma Rifugiati e Migranti, Oxfam, Salesiani Per il Sociale, Save the Children Italia, Terre Des
Hommes.