Attualità

ISTRUZIONE. Scuole senza presidi, tsunami lombardo

Paolo Ferrario giovedì 30 agosto 2012
Scuole lombarde senza presidi, ma il problema potrebbe presto coinvolgere tutta l’Italia. Respingendo il ricorso del ministero dell’Istruzione, il Consiglio di Stato ha infatti confermato la sentenza del Tar della Lombardia che, il 18 luglio, ha sospeso il concorso per dirigenti, di fatto congelando l’assunzione di 406 nuovi dirigenti. Il problema, sollevato durante il dibattimento, è relativo alla consistenza delle buste in cui erano contenuti i nominativi dei candidati. Secondo i ricorrenti al Tar, la consistenza era tale da permettere la lettura dei nomi in controluce, compromettendo così il principio dell’anominato degli elaborati. Questa situazione è stata verificata anche dai giudici del Consiglio di Stato che hanno così deciso di confermare la sospensione del concorso, rimandando la discussione di merito ad una nuova udienza già fissata per il 20 novembre.Il problema, come fa notare Roberto Pellegatta, presidente della Disal, l’associazione dei dirigenti delle scuole autonome e libere, è che «queste buste sono state utilizzate non soltanto in Lombardia, ma in tutta Italia». In questo modo, c’è il rischio reale che «l’attacco al concorso parta in tutte le altre regioni», con il risultato di paralizzare le 1.213 assunzioni di dirigenti decise nei giorni scorsi dal governo.Al momento, quindi, per quanto riguarda la Lombardia, l’anno scolastico partirà zoppo. Su 1.227 autonomie scolastiche, ben ottocento avranno un preside a mezzo servizio. «Se poi – aggiunge Pellegatta – in udienza di merito il Consiglio di Stato rivedesse la propria ordinanza e sbloccasse le nomine a novembre, si avranno altri danni: i dirigenti scolastici reggenti nel frattempo nominati dovranno gestire un avvio d’anno su più scuole; le supplenze che si dovranno assegnare a novembre alle classi dei docenti idonei eventualmente chiamati al contratto, comporteranno precarietà nelle classi dove quelli sono titolari, con estensione del danno anche elle classi coinvolte».«Rammarico» per la situazione venutasi a creare è stato espresso dal direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, Giuseppe Colosio. «Non è stato colto il fatto – ha sottolineato – che il concorso si è svolto in piena regolarità e che la semplice ipotesi astratta di una violazione dell’anonimato ha messo in crisi una procedura delicata e per noi necessaria». Intanto, il governatore lombardo, Roberto Formigoni, con l’assessore all’Istruzione, Valentina Aprea, ha chiesto ufficialmente al Miur di «indire immediatamente un nuovo concorso per dirigenti scolastici». Secondo la Regione Lombardia, «l’attivazione di una procedura di urgenza potrebbe contenere i danni e consentire la nomina dei nuovi dirigenti fin dall’inizio del 2013, evitando soluzioni pasticciate e di ripiego e superando i disagi per il sistema scolastico lombardo». Allo stesso tempo Formigoni e Aprea chiedono «massima tutela per i vincitori di questa malcapitata procedura selettiva».