Attualità

Riforma. La riforma della scuola giovedì alla fiducia

martedì 23 giugno 2015
​I relatori del disegno di legge di riforma della scuola hanno depositato oggi un maxiemendamento, sostitutivo dell'intero testo, in Commissione istruzione del Senato, che potrebbe preludere a un'accelerazione dei tempi di approvazione con la spinta del voto di fiducia, che potrebbe avvenire giovedì dopo il via libera del governo, giunto questa sera al termine del Consiglio dei ministri.La conferenza dei capiguppo di Palazzo Madama ha infatti deciso a maggioranza di portare il testo in aula domani, bypassando la discussione in commissione Cultura, dove il testo era gravato da oltre 3000 emendamenti dell'opposizione.Per il capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda lo strappo è necessario per riuscire ad approvare la riforma in tempo per assumere circa 100.000 precari dal nuovo anno scolastico, come prevede uno dei capisaldi della legge. "Se vogliamo mantenere l'impegno delle assunzioni per settembre era assolutamente necessario portare in aula il provvedimento che mi auguro venga approvato giovedì anche perché, ricordiamolo, avrà bisogno di un ulteriore passaggio alla Camera", ha detto Zanda.Per il capogruppo della Lega Nord, Gian Marco Centinaio, "la fiducia, inevitabile, se la voteranno loro e i loro amici. Noi usciremo dall'aula perché non partecipiamo a questo teatrino".L'emendamento non cambia l'impianto della riforma, che tra l'altro attribuisce più poteri ai presidi, ma si propone di accogliere alcune critiche dell'opposizione e dei sindacati degli insegnanti.I dirigenti scolastici saranno valutati anche da ispettori esterni secondo una serie di parametri più ampia che nel testo precedente e viene leggermente allargata la platea delle assunzioni.Dopo il Senato la riforma tornerà alla Camera per l'approvazione definitiva, che dovrebbe avvenire entro i primi giorni di luglio.Anche la minoranza interna del Pd, critica verso il ddl, si è detta contraria al ricorso alla fiducia, ma non sembra al momento disposta a spingersi fino a non votarla.Il premier Renzi si è rifiutato di procedere all'assunzione dei circa 100.000 precari per decreto legge, ribadendo che la loro regolarizzazione deve avvenire nel contesto della riforma.Maxiemendamento: le novitàNel maxiemendamento su cui il governo intende mettere la fiducia c'è la previsione che il ministero dell'istruzione dovrà bandire, "ferma restando la procedura autorizzatoria", entro il "primo dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali", per la "copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell'organico dell'autonomia, nonché per i posti che si rendano tali nel triennio". Lo prevede il comma 113 del maxiemendamento al ddl.Tra le altre modifiche, anche l'arrivo di un membro esterno a valutaregli insegnanti, che sarà "individuato dall'Ufficio scolastico regionale tradocenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici". Un'altra novità riguarda gli idonei al concorso 2012, che  verranno inseriti nel piano di assunzione straordinaria dei docenti precari previsto dalla "Buona scuola". Nel testo si precisa che verranno immessi in ruolo a settembre sia i precari delle Graduatorie a esaurimento sia i "soggetti iscritti a pieno titolo nelle graduatorie del concorso pubblico del 2012". Per quanto riguarda il preside, "a decorrere dall'anno 2016/2017, per la copertura dei posti dell'istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati nell'ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e dalla precedenza nell'assegnazione".