Attualità

Sblocca-Italia. Grandi opere e lotta alla burocrazia

venerdì 29 agosto 2014
Non solo grandi opere e piccoli cantieri diffusi sul territorio, ma anche burocrazia, banda larga, difesa del made in Italy, sforbiciata alle partecipate degli enti locali e spinta alla dismissione degli immobili pubblici, rilancio degli investimenti, spinta all'edilizia, tra i settori più provati dalla crisi. Con il varo dello Sblocca Italia il governo punta a far ripartire i lavori già finanziati (fino a 43 miliardi ha sempre detto il premier Matteo Renzi) ma anche a recuperare risorse, non più di 3-4 miliardi per ora, da investire per dare impulso a un'economia ferma da troppo tempo. Ecco una sintesi dei principali capitoli del provvedimento, attualmente molto corposo ma che potrebbe essere varato "light" sia per passare il vaglio del Quirinale (che più volte ha mostrato il suo dissenso nei confronti di decreti omnibus), sia perché per alcune misure, come ecobonus e incentivi fiscali, le coperture potrebbero arrivare con la legge di stabilità. CANTIERI E GRANDI OPERE: Nelle linee guida erano indicate 14 grandi opere e altre 12 da sbloccare anche con nuove risorse (dalla statale Telesina alla nuova Tirrenica). Alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Messina-Catania sono in cima alla lista delle opere da velocizzare (con l'ad di Fs, Elia, commissario), così come i collegamenti con gli aeroporti o le nuove linee della metro da Roma e Napoli. Ci dovrebbero essere poi 3,8 miliardi da qui al 2018 (1,2 dal fondo revoche e 2,5 dal fondo sviluppo e coesione) per nuovi interventi appaltabili subito e cantierabili entro il 2015. Spazio anche alle priorità indicate dai sindaci. Così come per norme per mille asili nido. Occhio anche alla manutenzione di strade e ferrovie e nuove misure per le concessioni autostradali, anche per contenere le tariffe. BANDA LARGA: facilitazioni e semplificazioni per la posa in opera di reti. Incentivo, al 70 o al 50% per la banda larga e ultralarga, per investimenti nelle 'aree bianche a fallimento di mercatò, dove cioè non sarebbe redditizio. Questa ultima norma, prevista nelle bozze, è controversa e potrebbe saltare. SBLOCCA-DISSESTO: accelerazione degli interventi contro il rischio idrogeologico (2,3 miliardi da sbloccare, la metà fondi europei) e per semplificare bonifiche e messa in sicurezza di siti contaminati. Finanziamento (110 milioni), per sistemare i fiumi nelle aree metropolitane già colpite da alluvioni. SBLOCCA-BUROCRAZIA: da procedure semplificate per i 'cantieri minorì (tra 200mila e 1 milione di euro) all'elenco delle opere per cui non servirà più l'autorizzazione paesaggistica fino al superamento rapido degli stop ai lavori quando si scoprono sui cantieri reperti archeologici. SPINTA AGLI INVESTIMENTI: si andrebbe dal potenziamento del ruolo di Cdp a supporto dell'economia, a misure per favorire le partnership pubblico-privato. In arrivo defiscalizzazione per gli investimenti infrastrutturali in finanza di progetto, miglioramento della bancabilità dei progetti, rilancio dei project bond (ad oggi usati solo per il passante di Mestre). PACCHETTO CASA: in arrivo il regolamento unico per l'edilizia, semplificazioni dei permessi per costruire con focus su riqualificazione e riduzione del consumo del suolo, così come nuove norme per le Siiq, le società immobiliari quotate. In bilico gli incentivi fiscali per chi acquista nuove case e le affitta a canone concordato per almeno 8 anni (deduzione del 20% del prezzo di acquisto fino a massimo 300mila euro, che potrebbe diventare del 15% fino a massimo 200mila), così come la stabilizzazione dell'ecobonus al 65%, che si vorrebbe peraltro allargare agli interventi antisismici e includendo nella platea anche alberghi e imprese. DEMANIO: corsia preferenziale per chi ha progetti senza oneri per lo Stato per lo sviluppo di beni pubblici non utilizzati e misure per agevolarne la dismissione. Si semplifica la vendita delle caserme in disuso, con nuove procedure per cambio di destinazione d'uso e varianti urbanistiche. PIANO PORTI: potenziamento del sistema portuale e riduzione delle autorità, attraverso accorpamenti e fusioni. Rilancio della nautica e dei porti turistici estendendo la norma sui "marina resort" già adottata da alcune Regioni. SFORBICIATA SULLE PARTECIPATE: anticipo di alcune misure di spending review per le società degli enti locali, con incentivi all'accorpamento e alla quotazione per chi fornisce servizi di trasporto pubblico locale e rifiuti. Possibilità di usare gli incassi in deroga dal Patto di stabilità interno. Possibili misure per accelerare la liquidazione di quelle non operative. All'autorità per l'energia anche i rifiuti PROMOZIONE DEL MADE IN ITALY: circa 220 milioni tra 2015 e 2017 l'internazionalizzazione delle Pmi e contrasto a 'italian sounding', cioè la vendita di finti prodotti nostrani ENERGIA, BAGNOLI E LA NORMA ALITALIA: spinta agli investimenti per sviluppare le risorse geotermiche, petrolifere e di gas naturale. Nuovo modello di governance per le aree di crisi industriali partendo dalla riqualificazione di Bagnoli. Nelle bozze presente anche una 'norma Alitalià (e non solo) per prorogare al 2017 gli sgravi fiscali sull'indennità di volo. SERVIZI FAI DA TE, AREE TAX FREE: allo studio la possibilità di esonero dai tributi locali (parziale o totale) per i proprietari che si assumono la responsabilità della gestione di servizi al posto delle amministrazion