Attualità

MEDIA E POTERE. Santoro chiama la piazza: «Il 13 febbraio a Milano»

Eugenio Fatigante sabato 29 gennaio 2011
È tutti contro tutti anche per Michele Santoro e il suo "Annozero", dopo la telefonata in diretta e lo scontro, l’altra sera, con il direttore generale Mauro Masi. E mentre la maggioranza parla di faziosità e violazione delle regole del servizio pubblico e l’opposizione si appella alla libertà di espressione, il giornalista surriscalda il clima lanciando, assieme a Marco Travaglio e Barbara Spinelli, una manifestazione per il 13 febbraio, domenica, davanti al tribunale di Milano, senza simboli di partito, in difesa anche dei magistrati.Con Masi che rincara la dose parlando di «misura colma», si schiera senza esitazione il ministro competente, quello delle Comunicazioni Paolo Romani, che ha scritto all’Agcom (l’Autorità per le comunicazioni) segnalando «violazioni», anche nella puntata del 20 gennaio, degli «obblighi derivanti dal contratto di servizio». È stato Berlusconi stesso, durante il Consiglio dei ministri di ieri mattina, a sollecitare l’intervento di Romani. La questione sarà discussa pure in commissione di Vigilanza: il presidente Sergio Zavoli annuncia che se ne discuterà nella riunione di martedì dedicata al pluralismo, per valutare una «norma condivisa che impedisca gli interventi esterni nelle dirette».L’assalto al "programma-principe" di Rai Due ha come fine ultimo la sua chiusura. Si invocano provvedimenti nella lettera inviata da Romani a Corrado Calabrò, il presidente dell’Agcom. Un’iniziativa preceduta da quella dei 4 consiglieri dell’Autorità di area Pdl (Martusciello, Mannoni, Savarese, Napoli) che hanno lamentato l’impostazione del programma. Mentre la minoranza degli altri 4 consiglieri si è appellata a Calabrò in difesa dell’indipendenza dell’organismo. Poi c’è stato il nuovo affondo di Masi: «Ora il limite è stato abbondantemente raggiunto», ha detto il dg prendendosela con l’«indegna attività istruttoria parallela che svolgono taluni sulla tv pubblica, come se avessero ricevuto chissà quale delega dall’autorità giudiziaria. Questa – ha chiuso – è una battaglia che porterò avanti fino in fondo».Altrettanto ferma è la replica di Santoro, che ha tenuto una conferenza stampa nella sede della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, ponendo come bersaglio Berlusconi: «È il presidente del Consiglio che fa invasione di campo. Vogliono chiudere "Annozero"? Vediamo che succede. Stamattina non riuscivo a stare fermo al bar per la gente, anche di centrodestra, che ci difende». Santoro ha quindi ricostruito il clima di tensione che ha contraddistinto nell’ultima settimana la "confezione" del programma, a partire dalla circolare inviata lunedì mattina da Masi che voleva che «ogni ospite si portasse il suo pubblico» e dagli inutili tentativi di contattare il sottosegretario Bonaiuti. Immediate le reazioni. Per Paolo Gentiloni (Pd) «da Berlusconi e Romani viene un attacco senza precedenti all’autonomia dell’Agcom».Durissimi i toni di Antonio Di Pietro (Idv): «È fortemente a rischio la democrazia: Berlusconi pretende di imporre ospiti, pubblico e temi, in violazione dell’art. 21 della Costituzione». Per l’udc Roberto Rao quella di Masi è stata una telefonata «autolesionista». Un «direttore dimezzato» secondo la finiana Flavia Perina. Sì al rispetto delle regole, ma no alle valutazioni in diretta tv è invece, in sintesi, il pensiero confidato dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, ai suoi collaboratori. Anche il Cda Rai ne parlerà giovedì 3. Ma anche questo consiglio è spaccato.