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MILANO. Sallusti agli arresti domiciliari Lui rifiuta: «Venite ad arrestarmi»

venerdì 30 novembre 2012
"Non ho intenzione di andare agli arresti domiciliari": Lo ha detto in conferenza stampa Alessandro Sallusti. "Supplico il Procuratore Edmondo Bruti Liberati che mi mandi i carabinieri e mi traducano in carcere". Lo ha detto il direttore del Giornale Alessandro Sallusti precisando che "appena mi portano a casa per i domiciliari tornerò subito a lavorare qui al Giornale" commettendo in questo modo il reato di evasione. "Sono qui ad aspettare gli eventi, sto aspettando che la Digos mi venga a prendere, intanto faccio il giornale". Lo ha detto Sallusti fuori dalla redazione del Giornale a un gruppo di lettori che sono giunti in via Negri per esprimergli solidarietà e che lo hanno applaudito. Sallusti ha spiegato di non avere ancora "il titolo in testa per domani. Penso che scriverò anche se credo mi sia vietato, spero poi che pubblichino il pezzo". Alla sede del giornale, tra gli altri, si è recato anche l'ex ministro Ignazio La Russa.
Il giudice di sorveglianza di Milano Guido Brambilla oggi ha accolto l'istanza di detenzione domiciliare avanzata dal procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati per il direttore del 'Giornale' Alessandro Sallusti. Nei giorni scorsi il procuratore di Milano, cha ha avocato a sé il fascicolo inizialmente affidato al pm dell'esecuzione Chiara de Iorio, aveva concesso una seconda sospensione dell'ordine di esecuzione della condanna definitiva a 14 mesi di reclusione e aveva chiesto per il direttore del Giornale la detenzione domiciliare in base alla cosiddetta legge svuota carceri. Nell'istanza di Bruti accolta oggi dal magistrato di sorveglianza, si sosteneva che la posizione di Sallusti potesse soddisfare i requisiti richiesti in quanto la pena che deve scontare è inferiore ai 18 mesi, non sussiste pericolo di fuga e il domicilio scelto, cioé la casa dove vive con la compagna nonché parlamentare del Pdl Daniela Santanché, è idonea. Il provvedimento del giudice Brambilla al momento è in fase di notifica e non si sa ancora quali prescrizioni abbia stabilito e nemmeno se abbia concesso a Sallusti, come lui aveva chiesto, di lavorare e di andare quindi in redazione. Il direttore del Giornale quando la sua condanna è divenuta definitiva avrebbe potuto chiedere una misura alternativa alla detenzione, ma non l'ha fatto. La richiesta formulata dal procuratore della repubblica ha creato una spaccatura con il pool dei sostituti dell'esecuzione.