Attualità

LA TERRA DEI FUOCHI. In piazza per l'ambiente Ma si temono i violenti

Valeria Chianese giovedì 14 novembre 2013
Voglia di lottare contro i roghi e paura di infiltrazioni di frange violente . È quello che si sta vivendo a Napoli in attesa della manifestazione di sabato. Migliaia di persone scenderanno in piazza per protestare contro il “brutale assassinio della nostra terra”, perpetrato con l’inquinamento di campi la loro riduzione a discariche. A preoccupare è il fatto che, nel fiume pacifico dei manifestanti possa infilarsi chi vuole lo scontro sempre e comunque. Una massa di persone chiederà di fermare i roghi tossici, gli sversamenti velenosi, i traffici di scorie industriali. E soprattutto le bonifiche, l’individuazione dei suoli contaminati e la tutela del settore agroalimentare campano. E #fiumeinpiena, l’hashtag diventato immediatamente virale nel web, è appunto il nome che si è dato il neonato movimento organizzatore, pacifico ed apartitico, fondato e formato da giovani: una rete di comitati territoriali, movimenti laici e cattolici, associazioni, studenti, medici e altre realtà in lotta per la tutela dell’ambiente, nata per essere punto di contatto tra i vari comitati e le varie associazioni del napoletano e della provincia, ma a cui stanno giungendo adesioni da tutta Italia.La denuncia è chiara e articolata: sono oltre 15mila i siti contaminati in Italia, dato sottostimato, come ha ribadito nella passata legislatura la Commissione parlamentare di inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti. Alcuni di questi sono circoscritti in quella che è tristemente nota come la terra dei Fuochi, tra la provincia nord di Napoli e quella sud di Caserta, dove è altissima la percentuale di patologie tumorali, anche le più rare, anche quelle mai viste prime, dove è sorta la protesta degli abitanti che denunciano in queste aree la distruzione dell’ambiente e il progressivo annientamento della vita. I cortei che chiedono risposte valide ed efficaci interventi, da settimane attraversano ora una città ora un paese della Terra dei Fuochi risvegliando attenzione e infondendo forza anche in altre regioni. Da qui l’idea di organizzare la manifestazione “Stop Biocidio”, che sarà occasione di condivisione e di coscienza della società civile. Con una domanda: Puoi fare finta di niente? Ciò che si chiede è “giustizia: che siano individuati e mandati via i responsabili, le braccia, le menti e tutti coloro che hanno consentito questa vergogna”. Tra i punti cardine del manifesto di #fiumeinpiena spicca anche quello di ritrovare i responsabili, mandanti materiali e morali, carnefici e speculatori, che si sono nascosti per tanti anni dietro una politica assurda di compromessi e fallimenti. La posizione di #fiumeinpiena e dei comitati e di tutti i cittadini che in queste settimane sono in esso confluiti è definitiva: un incontro con i Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole. La linea verrà dettata dai cittadini con le loro proposte, condivise e discusse a fondo, ed i loro contributi.Due regole il movimento #fiumeinpiena ribadisce: pacificità ed apartiticità, niente simboli o bandiere partitiche. Scendere in piazza non sarà un atto passivo bensì “vorrà dire essere consapevoli e responsabili in prima persona dei punti, fondanti e fondamentali, di #fiumeinpiena. Non sarà un momento di protagonismi ed egocentrismi. Sarà - ribadiscono - un momento di tutti. Del cittadino, senza vesti o colori partitici”. Qualche timore che il corteo possa raccogliere movimenti antagonisti però è reale. Le forze dell’ordine stanno preparando un piano di controllo molto accurato per evitare violenze.La marcia, che partirà da piazza Mancini alle 14.30, non si scioglierà a piazza del Plebiscito. I promotori lanciano infatti “l’accampata”. «Dopo l’ultima assemblea pubblica tenutasi all’Auditorium Caivano Arte o scorso 4 Novembre - spiegano gli organizzatori in un comunicato - è emersa chiaramente la volontà di dare continuità alla manifestazione del 16 Novembre con un’accampata in piazza». Una chiara presa di posizione della cittadinanza attiva, «stanca di tanti anni di soprusi, silenzi e mancato dialogo da parte delle Istituzioni. Un momento di protesta pacifica e soprattutto di condivisione, con assemblee pubbliche e dibattiti aperti tra tutti i partecipanti».In concomitanza con la manifestazione a Napoli si terranno in altre città.