Attualità

Roma. I passeggini invadono il Campidoglio

Arturo Celletti sabato 4 ottobre 2014
​​Lassù, in cima alla scalinata che guarda la statua di Marco Aurelio a cavallo, i fotografi mettono a fuoco la distesa di passeggini vuoti che dalle dieci di mattina hanno riempito piazza del Campidoglio. Giù, tra la mamme e i bambini, Gigi De Palo, ieri assessore alla Famiglia oggi consigliere capitolino ma soprattutto papà per quattro volte, spiega sottovoce il perchè di questa mobilitazione inedita e "colorata": «Senza politiche per la famiglia l’Italia muore. Guardi questi passeggini vuoti, non fanno pensare? Non impongono riflessioni e azioni? Le famiglia non hanno mai protestato, non hanno mai alzato cartelli, e anche oggi sorridono. Ma questi sono sorrisi di gente motivata, di gente che ora pretende risposte». Tutto comincia qualche settimana fa. All’improvviso (e a iscrizioni già chiuse) Ignazio Marino decide di cancellare l’asilo nido gratis per i terzi figli. È un colpo duro a tante famiglie già piegate da questa crisi infinita. De Palo si muove subito: presenta un ricorso al Tar e lancia la sfida al sindaco di Roma. Ma il fatto nuovo è la mobilitazione spontanea delle famiglie. Si sentono, si chiamano, si organizzano. Ci si muove sottotraccia per evitare che qualche politico romano possa tentare di mettere il cappello su un’iniziativa che è «e deve restare» lontana dai partiti. Il "passa parola", ora dopo ora, prende forza e fa intravedere un modo nuovo di fare politica. Di partecipare. E una voglia, tutta nuova, di farsi sentire. Alle 11 di mattina piazza del Campidoglio è piena. De Palo, stringe un megafono e prova a mettere ordine: «Oggi sul banco degli imputati non c’è solo Marino; c’è Renzi, c’è il governo, ci sono politiche che ignorano la famiglia», ripete l’animatore della piazza in camicia bianca e con i soliti sandali aperti. «Senza un fisco per la famiglia questo Paese muore», ripete. Poi indica Palazzo Chigi: «Andremo lì, anche lì. Spiegheremo a Renzi che serve una svolta ora, subito». Le famiglie sorridono e applaudono. Nonostante la crisi si guarda avanti. «Una famiglia numerosa è un tesoro per una società con l’acqua alla gola», ripete Maria che con parole semplici racconta la sua storia: «Abbiamo quattro figli e redditi complessivi che sfiorano i quattromila euro... Un tempo saremmo stati ricchi, oggi fatichiamo. Troppe tasse, troppa iniquità. Siamo il motore dell’Italia e sembriamo quasi un peso… Quanta superficialità c’è negli uomini di governo di oggi e di ieri: non capiscono che si  ferma la famiglia, si ferma tutto? Tutto, tutto. Si fermano le attività commerciali, si fermano i servizi, si ferma la scuola, si ferma proprio tutto».