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CENTRODESTRA. Bondi-Galan: il PdL cambi etica ma la replica è un coro di no​

giovedì 29 novembre 2012
In un'intervista a un quotidiano, l'ex ministro Sandro Bondi se la prende con "la parte più confessionale del Pdl che rappresenta solo uno spicchio del mondo cattolico. Penso a Roberto Formigoni". Poi, di fronte all'intervistatore che gli parla di Maurizio Sacconi e Gaetano Quagliariello, Bondi lamenta che "è avvenuta purtroppo una saldatura" fra questi esponenti "e l'area di An", che "sui temi della libertà personali" è "su posizioni di radicalismo religioso alla Tea party che sono in contrasto anche con il cattolicesimo". Immediate le repliche dei diretti interessati, ma anche le prese di posizione di altri esponenti del Pdl, con un botta e risposta che si snoda per tutta la giornata e che vede l'ex ministro pronto a ribattere colpo su colpo ai suoi contestatori. "Il Pdl può perdere ma non perdersi rispetto alla sua identità che ha saputo unire credenti e non credenti sui valori fondamentali. Chiedo un dibattito esplicito in merito, utile a superare la insistita pubblica aggressione nei confronti di alcuni di noi, ed a verificare se vi siano ancora le ragioni della coabitazione sotto lo stesso tetto". Lo afferma Maurizio Sacconi, che spiega: "Il Popolo della Libertà ha avuto il merito di proporre nella dimensione pubblica la difesa dei principi fondamentali della tradizione nazionale in quanto utili a risvegliare il senso delle cose contro le tante forme di annichilimento che si manifestano nella nostra società". 
"E ciò è risultato ancor più necessario - sottolinea Sacconi - nel momento in cui la sinistra ha messo in discussione la tutela della vita nelle condizioni di fragilità, i modi naturali di formazione della vita, il concetto di famiglia e di paternità. Secondo quel modello di governo praticato da Zapatero, fatto di incapacità nel governo dell'economia, 'compensatà dal riconoscimento dei più azzardati desideri privati quali diritti pubblici. Il Governo Berlusconi ha invece approvato alla unanimità una agenda bio-etica, realizzandone largamente i contenuti, ed affrontato il complesso caso Englaro con voto unanime del Consiglio dei Ministri nella convinzione che la crisi occidentale debba essere affrontata innanzitutto in termini di visione positiva dell'uomo e della sua ricchezza. Ora tutto ciò viene messo in discussione da due ex ministri del Pdl come Galan - che arriva a proporre l'eutanasia - e Bondi che definisce "talebane" posizioni condivise da tutto il Governo Berlusconi e dalla quasi totalità dei senatori che hanno recentemente richiesto la definiva approvazione della legge sul fine di vita", conclude Sacconi. "A Maurizio Sacconi rispondo di essere assolutamente disponibile, anzi di auspicare un confronto aperto sulle questioni dei diritti civili e della libertà della persona". È la replica del coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, alla richiesta di un dibattito sui temi etici avanzata dal collega di partito, che però sottolinea: "Se nel Pdl varrà ancora, nonostante Sacconi, la libertà di coscienza per cristiani e laici non credenti, allora il confronto potrà essere fecondo, a meno che Sacconi non voglia sancire la mia estraneità e incompatibilità con un partito divenuto confessionale e ultraclericale, come fanno temere le sue parole conclusive". "Per un vecchio sentimento di amicizia nei confronti di Sandro Bondi mi sono fin qui astenuto dal replicare alle sue reiterate accuse in merito ai temi etici". Lo afferma Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato. "Mi limito oggi a ricordare - prosegue - che l'allora ministro Bondi dichiarò davvero nato il Pdl il giorno in cui il governo del quale faceva parte approvò all'unanimità il decreto per tentare di salvare la vita a Eluana Englaro. Poichè non posso dubitare della sua coerenza devo pensare che oggi queste cose le afferma per dare al Pdl l'estrema unzione e per dire in maniera indiretta ma chiarissima che certe convivenze nello stesso partito a suo parere non sono più possibili". 
"Con attacchi reiterati come quelli di Bondi e Galan contro battaglie condotte dal Governo Berlusconi e difese con grande coraggio dallo stesso Presidente del Consiglio, il Pdl rinnega se stesso e getta nella confusione quel che resta del suo elettorato. Le posizioni oggiespresse dai due ex ministri non sono "laiche e liberali", ma semplicemente subalterne alla cultura politica della sinistra, alla sua idea di laicità e alla sua visione antropologica. È importante oggi che ci sia un luogo di discussione e riflessione sul futuro del Pdl, se vogliamo trasformare voci di corridoio e dichiarazioni sparse in un serio dibattito aperto e coinvolgente sulle idee e sui contenuti". Lo dice la parlmentare del Pdl Eugenia Roccella.  "All'on. Roccella, che sente il bisogno di polemizzare con me, rispondo semplicemente che vivo la mia fede senza bisogno di qualificarla politicamente. La stessa ragione per la quale la proposi quale candidata del partito che avevo l'onore di rappresentare". Lo afferma Sandro Bondi, Pdl.Nel dibattito è intervenuto anche Carlo Giovanardi: "Noi Popolari Liberali abbiamo a suo tempo abbandonato l'Udc per le sue spregiudicate alleanze con la sinistra aderendo al Pdl, fondato da Silvio Berlusconi, come partito popolare, democratico, di ispirazione cristiana, costola italiana del Partito Popolare Europeo". Lo afferma Carlo Giovanardi, che aggiunge: "In questo partito, caro Bondi, che sai avere la mia stima e la mia amicizia, abbiamo trovato grande condivisione per i cosiddetti valori non negoziabili cari ai cattolici, pur nel doveroso rispetto della libertà di coscienza che, quando in Parlamento è stata esercitata nel segreto dell'urna, ha visto allargare e non restringere il consenso del Pdl anche nei casi controversi come quello di Eluana Englaro".
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