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Intervista. Roccella: «Renzi bocciò i Dico nel 2007 Ora cambia idea per far deragliare Letta»

Angelo Picariello sabato 4 gennaio 2014
Un messaggio a Letta: «Attenti a considerare mediazioni il modello tedesco o quello inglese». E uno a Renzi: «Se affaccia temi divisivi persino nel suo partito vuol dire che non ha abbandonato il retro-pensiero di andare subito alle urne». Eugenia Roccella, deputato Ncd, nel giorno in cui Angelino Alfano "gela" Matteo Renzi che apre alle unioni civili, aggiunge motivi di grande preoccupazione anche su eventuali "compromessi" sulla carta ritenuti moderati. Ma che in realtà potrebbero aprire la strada anche alle adozioni (che tutti per ora escludono), e non solo a quelle.Sorpresa da questa dichiarazione del neo-segretario del Pd?Più che altro delusa. Disse, ai tempi del «Family day» del 12 maggio 2007, che lì c’era tutto il suo mondo, che non c’era bisogno di essere cattolici per sostenere la famiglia....Un milione in piazza per dire no ai Dico. C’era anche Renzi?Lui disse che aveva impegni con il "Maggio fiorentino", ma idealmente assicurò che ci sarebbe stato. E questo conta. Conta il suo no, che in quel modo volle esprimere all’ipotesi dei Dico.Anche in epoca più recente, nel confronto di Sky, era parso il più prudente su questi temi.Solo in apparenza. Il suo modello, come ha sempre chiarito, è la civil partnership inglese, che è un modello molto più consistente di quanto si pensa. Tanto che non ha impedito al cantante Elton John di utilizzare la pratica dell’utero in affitto per ben due volte, per ottenere la paternità di due bambini. Altro che Dico.Terrebbero fuori le adozioni.In realtà non è quello il loro fine. Sanno che una volta ottenuta la parificazione di principio sarebbe gioco facile ottenere per sentenza la parificazione piena, con reversibilità delle pensioni, diritto alla casa, e - appunto - l’accesso a pratiche finora da noi vietate come l’utero in affitto. Ossia il commercio del corpo della donna, il loro vero obiettivo.Ma giuristi anche vicini a Renzi sostengono che è meglio intervenire, prima che anche su questo intervenga la Consulta.Questo è tutto da vedere. Basti guardare ai mille dubbi e ai forti movimenti di segno contrario che si vanno affermando laddove - in Francia, ma anche in Spagna o in Croazia - si è arrivati alle unioni gay. Gli orientamenti giurisprudenziali sono controversi e la politica non deve fornire il grimaldello per far passare pratiche che sin qui non sono state possibili proprio perché in Italia non c’era un istituto simil-familiare a fare da apripista.Renzi manda un segnale anche all’interno del suo partito.Ma il Pd non è riuscito a trovare l’intesa neanche sui Dico quando governava da solo, e Renzi fra l’altro era contrario. Qui quello che propone è molto più pesante.Alfano ha posto il problema politico. Pensa che, come successo per la legge sull’omofobia, i grillini offriranno il loro soccorso?Questa maggioranza si regge sul senso di responsabilità che spinge due forze politiche antagoniste a collaborare. È già tanto difficile trovare un’intesa sui temi delle riforme istituzionali, dell’economia e del lavoro... Ma i risultati sullo spread ci spingono ad insistere in questo tentativo. Chi invece inserisce temi come questi, che sono fuori dall’intesa di governo, mi chiedo che fine possa avere. Non considerando Renzi uno sprovveduto, se aprisse a maggioranze variabili su questo indurrebbe al ragionevole sospetto che il suo vero obiettivo sia quello di gettare una buccia di banana sul cammino di Letta. Per accelerare verso le urne.